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Boccaccio, Giovanni (1313-1375)

Il Decamerone di messer Giouanni Bocchaccio nuouamente stampato con tre nouelle aggiunte. Florence, Filippo Giunta, 29 July 1516.

€ 34.500
The first Giunta edition of the Decameron
Boccaccio, Giovanni (1313-1375). Il Decamerone di messer Giouanni Bocchaccio nuouamente stampato con tre nouelle aggiunte.. Florence, Filippo Giunta, 29 July 1516.

4° (190x118 mm). Collation: AA8, a-z8, &8, [cum]8, [rum]8, A-O8, P10. [8], 329, [1] leaves. Italic and roman type. Woodcut printer's device on the verso of fol. P10v. Blank spaces for capitals, with printed guide letters. Large woodcut on fol. a1r, at the beginning of the ‘Proemio' (74x93 mm) and subsequently repeated six more times (fols. d5v, y6r, [cum]6r, A7v, F3v, and H7v), representing Boccaccio's brigade of storytellers – seven women and three men seated in a garden, with the figures labelled on the block. Ninety- six smaller woodcut vignettes (43x70 mm), including one repeat, with most of these figures labelled on the block. Late eighteenth-century red morocco, covers framed within triple gilt fillet, a small flower at each corner. Smooth spine, divided into compartments by narrow gilt ornamental rolls. Small gilt tool work in the compartments, the title ‘DECAMERONE DEL BOCCACCIO' in gold. Board edges gilt tooled, marbled pastedowns and flyleaves, inside dentelles, pale green silk bookmark. Gilt edges. A few minor scratches to the upper covers. A very fine copy, first and last leaves slightly dusted.

Provenance: from the library of the great collector and politician from Naples Luigi Serra, 4th Duke of Cassano (1747-1825; ownership inscription ‘Del Duca di Cassano' on the verso of the front marbled flyleaf).

The first Giuntine edition of Boccaccio's masterpiece, a finely illustrated edition very rarely found on the auction market.
The 1516 Decameron is introduced, on the verso of the title-page, by an address to the reader (‘messer giovanni bocchaccio al lectore'), in which the printer Bernardo Giunta, disguised as Boccaccio himself, praises the Giuntine edition over all others and praises Filippo Giunta's initiative of recovering Boccaccio's original text. “This is the first textual evidence available in an edition which indicates that Boccaccio was beginning to appeal to scholarly readers” (R. Daniels, Boccaccio and the Book, p. 108). The edition occupies an important position in the textual history of the Decameron, for while it is mainly based on the previous Florentine edition, it was corrected using early manuscripts, or – as Bernardo Giunta states – “piu testi dallo originale transcripti” (fol. AA1v) – possibly including a manuscript transcribed from authorial originals. Further, the Decameron of 1516 offers the first appearance in print of three additional novellas then erroneously attributed to Boccaccio and “nuouamente ritrouate” (fol. N6r), i.e. “recently rediscovered”: the anonymous Bonaccorso di Lapo Giovanni, the Bianco Alfani, possibly composed by Piero di Filippo del Nero, and above all the Grasso Legnaiolo, one of the most famous novellas of the Renaissance, now generally attributed to the Florentine Feo Belcari (1410-1484). The inclusion of these works suggests the use of a still unidentified manuscript containing these novellas, whose language and narrative share characteristics with the Decameron.

The woodcuts illustrating this Florentine edition are highly praised, and rightly so. They are reverse free copies of the vignettes included in the first illustrated Decameron printed in Italy, which was issued in Venice in 1492 by Giovanni and Gregorio de' Gregori. A great success, the Venetian illustrative set was subsequently adopted by other Venetian printers such as Manfredo Bonelli, for the Decameron of 1498, and Bartolomeo Zanni, for his editions of 1504 and 1510. “There are a few points at which the illustration varies from that in the 1504 edition [printed in Venice by Bartolomeo Zanni], and may depend on the fifteenth-century editions. Apparently someone at Giunta's press began to censor the blocks. On leaves e2v and l6v, parts of the blocks have been cut off or masked; similar scenes later in the volume are left intact” (Mortimer Italian, p. 95). It is noteworthy that the ‘rival' edition issued by the Venetian printer de' Gregori, likewise in 1516, is without illustrations, and that the second Giuntine Decameron, which appeared in Florence in 1527, is also not illustrated, possibly to avoid censorship.

Not surprisingly, this fine and rare edition once belonged to one of the most refined Italian bibliophiles, Luigi Serra Duke of Cassano. Most of his precious library was purchased in 1819/20 by another legendary book collector, George Spencer, Second Earl of Spencer (1758-1834). In 1828, Spencer sold the duplicates from the Cassano Serra library.

Decia-Delfiol 88; Pettas 95; Mortimer Italian 69; Bacchi della Lega, pp. 34-35; R. Daniels, Boccaccio and the Book: Production and Reading in Italy 1340-1520, Leeds 2009; Essling 645; Sander 1065; Kristeller, Early Florentine Woodcuts, 63; G. Dillon, “I primi incunaboli illustrati e il ‘Decameron' veneziano del 1492”, V. Branca (ed.), Boccaccio visualizzato. Narrare per parole e per immagini fra Medioevo e Rinascimento, Torino 1999, pp. 292-315.

Boccaccio, Giovanni (1313-1375). Il Decamerone di messer Giouanni Bocchaccio nuouamente stampato con tre nouelle aggiunte. Firenze, Filippo Giunta, 29 luglio 1516.

4° (mm 190x118). Segnatura: AA8, a-z8, &8, [cum]8, [rum]8, A-O8, P10. [8], 329, [1] carte. Carattere corsivo e tondo. Marca tipografica silografica al verso di c. P10. Spazi bianchi per lettere capitali, con letterine guida a stampa. Grande silografia a c. a1r, all'inizio del Proemio (mm 74x93) e ripetuta successivamente altre sei volte (cc. d5v, y6r, [cum]6r, A7v, F3v e H7v), raffigurante il gruppo dei narratori protagonisti dell'opera di Boccaccio – sette fanciulle e tre ragazzi seduti in un giardino - con i vari nomi che li identificato incisi nel blocco di legno. Novantasei vignette silografiche più piccole (mm 43x70), di cui una ripetuta, con i nomi dei personaggi raffigurati incisi nella matrice. Legatura tardo settecentesca in marocchino rosso, piatti inquadrati da triplo filetto in oro, con un piccolo ferro floreale ad ogni angolo. Dorso liscio, diviso in comparti da fregi a rotella ornamentali in oro. Piccolo ferro in oro nei comparti, nel secondo titolo ‘DECAMERONE DEL BOCCACCIO' sempre in oro. Bordi dei piatti decorati in oro, contropiatti e sguardie in carta marmorizzata, dentelles interne, segnalibro in seta verde chiaro. Tagli dorati. Qualche leggero graffio al piatto anteriore. Buono stato stato di conservazione, prime e ultime carte lievemente polverose.

Provenienza: dalla biblioteca del grande collezionista e politico napoletano Luigi Serra, IV duca di Cassano (1747-1825; nota di possesso 'Del Duca di Cassano' al verso della guardia anteriore.

La prima edizione Giuntina del capolavoro di Giovanni Boccaccio, un'edizione finemente illustrata che molto raramente si trova sul mercato delle aste.

Il Decamerone del 1516 è introdotto, al verso del frontespizio, da un discorso al lettore ("messer giovanni boccaccio al lettore"), in cui lo stampatore Bernardo Giunta, 'travestito' da Boccaccio stesso, elogia più di tutte l'edizione giuntina e loda l'iniziativa di Filippo Giunta di recuperare il testo originale dell'autore. “Questa è la prima testimonianza testuale, disponibile in un'edizione a stampa, ad indicare che Boccaccio stava cominciando ad interessare i lettori eruditi” (libera traduzione di R. Daniels, Boccaccio and the Book, p. 108). L'edizione occupa un posto importante nella storia testuale del Decameron, poiché, pur essendo basata principalmente sulla precedente impressione fiorentina, fu corretta utilizzando i primi manoscritti, o – come afferma Bernardo Giunta – “piu testi dallo originale trascripti” (c. AA1v) – incluso verosimilmente un manoscritto trascritto da originali dell'autore. Inoltre, il Decameron del 1516 offre la prima comparsa a stampa di tre ulteriori novelle allora erroneamente attribuite al Boccaccio e “nuouamente ritrouate” (c. N6r): l'anonimo Bonaccorso di Lapo Giovanni, il Bianco Alfani, forse composta da Piero di Filippo del Nero, e soprattutto il Grasso Legnaiolo, una delle novelle più famose del Rinascimento, oggi generalmente attribuita al fiorentino Feo Belcari (1410-1484). L'inclusione di queste novelle suggerisce l'uso di un manoscritto - ancora non identificato - che le conteneva, il cui stile e linguaggio erano condivisi o quantomeno vicini al Decameron.

Le silografie che illustrano questa edizione giuntina sono giustamente molto apprezzate. Si tratta di copie 'speculari' delle vignette contenute nel primo Decamerone illustrato stampato in Italia, impresso a Venezia nel 1492 da Giovanni e Gregorio de' Gregori. Il grande successo fece sì che il set illustrativo veneziano venisse successivamente adottato da altri tipografi veneziani come Manfredo Bonelli, per il Decameron del 1498, e Bartolomeo Zanni, per le sue edizioni del 1504 e 1510. “Ci sono alcuni punti in cui l'illustrazione varia da quella nell'edizione del 1504 [stampata a Venezia da Bartolomeo Zanni], e può dipendere dalle edizioni quattrocentesche. A quanto pare qualcuno, nella tipografia di Giunta, iniziò a censurare i blocchi. Alle cc. e2v e l6v, parti dei blocchi sono state tagliate o mascherate; scene simili, più avanti nel volume, sono invece lasciate intatte» (libera traduzione Mortimer Italian, p. 95). È interessante notare che l'edizione "rivale" pubblicata dallo stampatore veneziano de' Gregori, sempre nel 1516, è priva di illustrazioni, e che anche il secondo Decamerone Giuntino, apparso a Firenze nel 1527, non è illustrato, forse per evitare la censura.

Non soprende che questa bella e rara edizione sia appartenuta ad uno dei più raffinati bibliofili italiani, Luigi Serra duca di Cassano. La maggior parte della sua preziosa biblioteca fu acquistata nel 1819/20 da un altro leggendario collezionista di libri, George Spencer, secondo conte di Spencer (1758-1834). Nel 1828 quest'ultimo vendette i duplicati della biblioteca di Cassano Serra.

Decia-Delfiol 88; Pettas 95; Mortimer Italian 69; Bacchi della Lega, pp. 34-35; R. Daniels, Boccaccio and the Book: Production and Reading in Italy 1340-1520, Leeds 2009; Essling 645; Sander 1065; Kristeller, Early Florentine Woodcuts, 63; G. Dillon, I primi incunaboli illustrati e il ‘Decameron' veneziano del 1492, V. Branca (ed.), Boccaccio visualizzato. Narrare per parole e per immagini fra Medioevo e Rinascimento, Torino 1999, pp. 292-315.

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