Torna indietro

Alunno, Francesco (ca. 1485-1556) [pseud. di Del Bailo Francesco].

Della fabrica del mondo libri dieci ... Di nuovo ristampati et ricorretti da M. Borgarutio Borgarucci. Con un nuouo vocabolario... aggiunto da Thomaso Porcacchi?con due tavole copiosissime. Venezia, Giovanni Battista Porta, 1584.

€ 600

Spedizione a/Shipping to:


Il primo dizionario metodico della lingua italiana
Alunno, Francesco (ca. 1485-1556) [pseud. di Del Bailo Francesco].. Della fabrica del mondo libri dieci ... Di nuovo ristampati et ricorretti da M. Borgarutio Borgarucci. Con un nuouo vocabolario... aggiunto da Thomaso Porcacchi?con due tavole copiosissime.. Venezia, Giovanni Battista Porta, 1584.

Due parti in un volume in-folio (mm 297x205). Segnatura: *10, **-****8, A-KK8; a-c6. [34], 263, [1]; 17, [1] carte. Marca tipografica incisa su legno al frontespizio di ogni parte. Capilettera silografici. Legatura coeva in pergamena su piatti in cartone, dorso liscio con titoli manoscritti. Tagli azzurri. Esemplare in buono stato stato di conservazione, fioriture e qualche gora marginale. Alcune sottolineature.

Provenienza: al frontespizio nota di possesso manoscritta ‘Ad usum Io: Pauli de Bonifatiijs Sentinatj (?)' e timbro nobiliare con iniziali I.B.B. (lo stesso timbro è ripetuto su varie carte); al dorso segnatura manoscritta ‘119'.
Prima edizione della Fabrica del mondo corredata dal Nuovo vocabolario composto dal letterato Tommaso Porcacchi (1530/32-1576).
La Fabrica, redatta dal grammatico, lessicografo e calligrafo Francesco Del Bailo - meglio noto con il nome umanistico di Francesco Alunno – rappresenta il primo vocabolario metodico della lingua italiana, ed è organizzato in dieci sezioni corrispondenti ad altrettanti soggetti capisaldi del mondo: Dio, cielo, mondo, elementi, anima, corpo, uomo, qualità, quantità, inferno.
L'opera, che godette di grande fortuna e fu più volte ristampata e ampliata, viene nella presente edizione integrata ed aggiornata per la prima volta dal Nuovo vocabolario del Porcacchi, che raccoglie molti vocaboli di autori antichi assenti nel repertorio lessicale raccolto dall'erudito ferrarese.
Curatore del testo fu Borgaruccio Borgarucci, affermato revisore e traduttore editoriale, attivo a Venezia tra il 1565 e il 1589.