Un Souvenir da Venezia davvero unico

Un Souvenir da Venezia davvero unico

Tra il Cinquecento e il Seicento si diffuse tra i visitatori stranieri che giungevano a Venezia – spesso giovani tedeschi o olandesi immatricolati nella vicina università di Padova – la voga di commissionare ad artisti locali album illustranti abiti e costumi. Tali raccolte erano generalmente realizzate in base alle preferenze del cliente, e le illustrazioni potevano quindi avere diretto rapporto con esperienze vissute, e quindi costituire nel loro insieme un souvenir del viaggio dal carattere unico e individuale.

L'album manoscritto che qui si presenta è un eccellente esempio di ‘libro di ricordi' (la descrizione è disponibile qui).

È finemente illustrato con miniature in vividi colori, che rappresentano scene di vita locale, cerimonie, personaggi della Commedia dell'Arte e una serie di figure maschili e femminili ben identificabili quanto a condizione sociale o professione, con particolare attenzione alle caratteristiche materiali dei loro abiti. Alcune illustrazioni facevano parte di un repertorio ormai codificato e molto popolare tra i viaggiatori. L'anonimo e talentuoso artista che ha dipinto con grande cura le carte di questo album attinge quindi a modelli diffusi, e che consentono di presentare alcuni personaggi quali riconosciuti simboli di valori, ideali, e vizi: i potenti Doge e Dogaressa, con i loro splendidi abiti in broccato e mantelli in ermellino; la Donzella come allegoria della castità; la Vedova quale simbolo di austerità; la donna veneziana che, nello schiarirsi i capelli, rivela la sua vanità; la Cortigiana, voluttuoso emblema della sensualità.

Proprio la rappresentazione della Cortigiana risulta di grande interesse: la figura femminile indossa una gonna con una aletta sollevabile, in questo album perfettamente conservata e la cui invenzione risale al tipografo ed incisore veneziano Pietro Bertelli, che per primo incluse una simile immagine nel suo Diversarum nationum habitus del 1589. Quando l'aletta si solleva, la donna appare sostanzialmente 'nuda'. Nel nostro album questa ‘flap-image' si affianca a quella di una vedova severamente vestita, enfatizzando visivamente il contrasto tra il celibato e la lussuria, la morte e la vita.

L'immaginario visivo restituito dalle carte di questo album corrisponde all'immagine di Venezia stessa, così come percepita al tempo dai viaggiatori stranieri: una affascinante mescolanza di lusso e sfarzo, traffici commerciali, spettacoli, travestimenti, segreti e sensualità. Le Calli e i Campi veneziani erano percorsi da persone di ogni nazione, che parlavano lingue differenti, appartenevano a diverse confessioni religioni, indossavano abiti dalle più varie fogge: nella vasta produzione veneziana di costume books, manoscritti o a stampa, si rispecchia quindi un intero universo.

Testo orginale inglese di Margherita Palumbo apparso sul Blog PrPh Books il 28 agosto 2019, ora disponibile in una versione rivista e ampliata a cura di Julia Stimac https://www.prphbooks.com/blog/venice-album)

Traduzione italiana del post originario, rivista dall'autrice

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