"La famosa e meritevole città di Firenze" di Friedrich Bernhard Werner

?La famosa e meritevole città di Firenze? di Friedrich Bernhard Werner

Quasi un decennio prima della pubblicazione delle meravigliose vedute di Firenze di Giuseppe Zocchi, la città venne straordinariamente immortalata in una serie di vedute intitolata La famosa e meritevole città di Firenze, cioè i più considerabili prospetti delle Chiese, Residenze, Pallazzi, Piazze e Ville, opera di Friedrich Bernhard Werner (o Bedrich Bernard Werner, 1690-1776). Stampata ad Augsburg nel 1735, si tratta di una serie piuttosto rara, che qui presentiamo in un pregevole esemplare con coloritura a mano coeva.

Questa raccolta di incisioni, introdotta da una veduta prospettica generale della città medicea che funge da frontespizio, si compone di 31 (su 32) vivaci vedute di Firenze, in cui sono raffigurate le strade, le piazze, i palazzi, i giardini e altri luoghi animati da gente, che va in giro impegnata nella propria vita quotidiana. Nel margine inferiore di ogni tavola, lo spettatore trova una legenda incisa - sia in italiano che in tedesco - che introduce e illustra il soggetto rappresentato.

Il genere delle vedute - molto fortunato come dimostrano tra le altre le raccolte di Piranesi - si riferisce a scene dettagliate e realistiche di punti focali delle principali città, rese da vicino o medio raggio, che sono diventate popolari soprattutto nel contesto del Grand Tour: quando viaggiatori facoltosi si recavano in visita nei principali siti culturali d'Europa, queste vedute offrivano l'occasione di riportare a casa con sè un sontuoso souvernir, in grado di unire arte, conoscenza e prestigio.

La popolarità del genere evidenzia inoltre un altro fattore rilevante: l'importanza crescente e ormai riconosciuta degli spazi urbani. Come ha osservato Stuart Blumin, le vedute elevavano la città da sfondo a soggetto a sé stante (S. Blumin, The Encompassing City: Vedutismo in Early Modern Art and Culture, p. 241). Un aspetto chiave del genere era inoltre la sua serialità, grazie alla quale le vedute offrivano un nuovo modo - e un nuovo strumento - per condurre lo spettatore "dentro" e attraverso la città moderna. “[...] una scena dopo l'altra, costituendo una serie di vedute e punti di vista che trasmettono, in netto contrasto con la tradizionale 'città lontana' di torri reali o immaginarie raggruppate dietro un muro reale o emblematico, la complessità, la frammentazione, l'indeterminatezza, della città moderna” (trad. Blumin, p. 241).

Nella serie di Werner, il senso di indeterminazione degli spazi urbani moderni è reso con equilibrata pacatezza, soprattutto attraverso una serie di personaggi stilizzati (e alla moda) che scorrono e abitano elegantemente questi stessi spazi. Tali figure appaiono come guide, affascinanti e disinvolte, ai magnifici edifici cittadini, ai monumenti, ai giardini e alle strade, raffigurati attraverso una giustapposizione di linee architettoniche pulite e ornamenti finemente dettagliati.

Firenze si presenta così come una città formidabile e importante e, grazie anche alla fine coloritura a mano brillante e allegra, una sorta di Paese delle Meraviglie, adatto e pronto ad accogliere qualsivoglia occasione di fêtes galantes.

Un importante centro per la produzione di vedute - e rinomato in generale per la stampa - era Augsburg (Augusta), dove, negli anni '20 del Settecento, l'intrepido Friedrich Bernhard Werner si recò per ricevere una formazione nel disegno prospettico. A quel tempo l'artista già dava dimostrazione di una curiosità irrequieta e inesauribile, tratto distintivo che avrebbe alimentato la sua lunga attività. Nato nel 1690 nella regione della Bassa Slesia - a Kamenz o comunque vicino a questa città - Werner iniziò i suoi studi in una scuola gestita dei Gesuiti, abbandonata poi per intraprendere la carriera militare. Lì imparò il disegno e l'ingegneria militare, gettando così le basi per quello che sarebbe stato successivamente il suo lavoro come scenografo e geometra. L'eclettico artista operò anche come medico, traduttore e impiegato "ciarlatano". Le sue straordinarie capacità furono ampiamente riconosciute e venne spesso chiamato al servizio delle case reali, ricevendo anche - nel 1744 da parte di Fedewrico il Grande - il titolo di Scenographicus Reale di Prussia.

Questo autoproclamato "Robinson slesiano" (secondo l'autobiografia di Werner, scritta probabilmente tra il 1758 e il 1765, ma pubblicata solo nel 1921), fu tuttavia attratto più di tutto dall'esplorazione e dal disegno delle aree e degli edifici che lo circondavano, e già in occasione del suo primo lungo viaggio, svoltosi tra il 1709 e il 1715, produsse schizzi di oltre 400 luoghi. Dopo la sua formazione specifica nel disegno prospettico, ad Augsburg, il suo occhio acuto e capace di scorgere i dettagli - oltre alla passione per i viaggi - si rivelarono ambiti e altamente desiderabili da molte delle principali case editrici locali. Nel decennio 1726/7-1737 molte di loro commissionarono all'artista la produzione di vedute delle principali città europee attraversate durante i suoi viaggi, destinate ad essere poi incise e offerte sul mercato. Primo tra i suoi committenti fu il maestro locale Johann Georg Merz il Vecchio (1694-1762), al quale si deve la stampa della bella serie La famosa e meritevole città di Firenze qui presentata.

La raccolta - stampata nel 1735 - rappresenta un momento clou nella prima fase della carriera di Werner, ma molto altro doveva ancora venire. Dopo il suo lavoro con gli editori di Augsburg, l'artista continuò a ricevere commissioni da editori fuori dai confini tedeschi. Pubblicò inoltre in proprio due serie di vedute e realizzò diverse raccolte - inedite - di disegni. Ognuna di queste opere attesta la grande attenzione e la minuziosa cura dei dettagli che ha sempre contraddistinto il suo lavoro, qualità esemplificate in maniera ancora più assoluta e sorprendente nellla sua impressionante Topographia oder Prodromus Delineati Silesiae Ducatus, una raccolta di 1.400 vedute di oltre 700 luoghi apparsa in cinque volumi.

Nei suoi oltre 60 anni di attività, Werner arrivò a realizzare più di 3.500 vedute e - in questo genere - a lui si devono alcune delle più importanti tavole prospettiche della città e disegni architettonici di spazi urbani del XVIII secolo. Spesso i punti di vista scelti per le sue incisioni stabilivano e fissavano quelle che sarebbero divenute vere e proprie vedute 'iconiche' delle città in questione e - come ha sottolineato l'esperta di Werner, Angelika Marsch - molte furono persino utilizzate per aiutare a ricostruire centro storici gravemente danneggiati durante la Seconda Guerra Mondiale (A. Marsch, Friedrich Bernhard Werner 1690-1776: Corpus seiner europäischen Städteansichten, Weißenhorn, 2010, p. IX). La famosa e meritevole città di Firenze è quindi una meravigliosa e stupefacente istantanea artistica di Firenze alla metà degli anni Trenta del Settecento e in fondo anche dello stesso Werner, in una fase iniziale di una carriera straordinariamente lunga, prodigiosa e importante.

Per maggiori informazioni sull'esemplare si prega contattare la libreria Philobiblon all'indirizzo info@philobiblon.org

Libera traduzione italiana del post di Julia Stimac, “Friedrich Bernhard Werner's 'La famosa e meritevole città di Firenze',” PRPH Books, 8 June 2022, https://www.prphbooks.com/blog/werner. This post is licensed under CC BY-SA 4.0.

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