Torna indietro

Boissard, Jean-Jacques (1528-1602).

Romanae Urbis Topographiae & Antiquitatum I. [-VI] Pars  Romanae Urbis topographiae & Antiquitatum, Qua succincte & breviter describuntur omnia quae tam publice quam privatim videntur animadversione Digna Iano Iacobo  Boissardo Vesuntino autore Frankfurt, Johann Feyrabend per Theodor de Bry, 1597-1602

€ 12.800
La più importante guida di viaggio nella Roma rinascimentale
Boissard, Jean-Jacques (1528-1602).. Romanae Urbis Topographiae & Antiquitatum I. [-VI] Pars  Romanae Urbis topographiae & Antiquitatum, Qua succincte & breviter describuntur omnia quae tam publice quam privatim videntur animadversione Digna Iano Iacobo  Boissardo Vesuntino autore. Frankfurt, Johann Feyrabend per Theodor de Bry, 1597-1602

Un'opera in sei parti, legata in due volumi in folio (mm 350x200). COMPLETO. Ogni parte con frontespizio inciso proprio. I. Segnatura: *4, **4, A-T4, V6 (fol. V6 bianco). [8] carte (frontespizio, due ritratti a piena pagina di J.-J. Boissard e T. de Bry; una tavola a piena pagina), 161, [1] pagine, una carta bianca. Una carta ripiegata su doppia pagina, raffigurante l'Italia. In questo esemplare, la carta ripiegata su doppia pagina datata 1558-1560 è legata nella Parte II. II. Segnatura: (:)4, **4, ***4, A-D2, E-Z4, Aa-Ll4. [3] carte (frontespizio, due ritratti a piena pagina di J.-J. Boissard e T. de Bry), 211, 11 pagine, [1 carta]; 42 tavole, di cui sette ripiegate; III. Segnatura: ?4 (questa tiratura è priva dei ritratti incise alle carte ?2 ?3; la carta ?4 è interamente ricomposta, e considerata nella foliazione come carta A1), A4 (carte A1-A3 segnate rispettivamente A2 e A4), B-E6, F-Z4, AA-II4. [9] carte, 41, [1] pagine; 108 tavole incise, numerate 43-150; IV. Segnatura: (:)4, A-F4. [3] carte, 52 pagine; 94 tavole incise a piena pagina, numerate 53-146. In questo esemplare, la Part IV comprende la tavola n. 125, che in realtà appartiene alla Parte VI (cfr. più avanti; tutti i repertori concordano sul fatto che una tavola numerata 125 non fu mai eseguita per la Parte IV). In questo esemplare, le tavole 147-149 sono legate alla fine della Parte VI (cfr. più avanti); V. Segnatura: *4, **6. [10] carte; 130 tavole incise a piena pagina, di cui la prima non è numerata, mentre le successive sono numerate 1-129; VI. Segnatura: ):(4, A-F4. [4 carte], 47, [1] pagine; 148 tavole incise numerate. In questo esemplare, la tavola n. 125 è erroneamente legata nella Parte IV, mentre in questa parte sono comprese le tavole 147-149 in realtà appartenenti alla Parte IV. Legatura tedesca coeva uniforme in pergamena su piatti in cartone, con unghie. Al centro di entrambi i piatti di ogni volume, armi in oro delle famiglie d'Aubusson e de Damas; l'iscrizione ‘M LE PETIT' in oro al piatto superiore. Tracce di bindelle, una bindella in tessuto verde conservata al piatto superiore del volume 1. Dorso liscio, titolo e numero del volume in inchiostro. Tagli azzurri. Esemplare in ottimo stato di conservazione, gora al margine inferiore del volume 1. Occasionali bruniture e arrossature. Note bibliografiche a lapis al recto della carta di guardia anteriore del volume 1; antica indicazione di prezzo ‘60 tl' al contropiatto posteriore del volume 2, e la nota ‘N° 5870 de Debure', in riferimento alla descrizione dell'opera nella Bibliographie instructive ou Traité de la connoissance des livres rares et singuliers di Guillaume-François de Bure (Paris 1763-1768).

Provenienza: famiglie d'Aubusson e de Damas (stemmi in oro su entrambi i piatti dei volumi); ‘M. Le Petit' (iscrizione in oro ai piatti superiori dei volumi); nota di possesso ‘Rouard' in inchiostro al coontropiatto anteriore del volume 1, datata ‘2 jul. 1846'; piccola etichetta cartacea con le lettere ‘ER' ai frontespizi; dalla biblioteca del grande collezionista alsaziano e magnate dell'industria del tabacco Maurice Burrus (1882-1959), che acquistò l'esemplare da Ader nel novembre del1949 (cfr. la vendita della sua biblioteca, Christie's Paris 15 dicembre 2015, lotto 185).

Un esemplare eccezionalmente completo della rara prima edizione di questo monumento della topografia e statuaria romane, riccamente illustrato dal celebre antiquario, poeta, e disegnatore Jean-Jacques Boissard, e realizzato su commissione dell'editore origine fiamminga ma attivo a Francoforte Theodor de Bry (1528-1598).

L'esemplare appartiene alla ancora più rara tiratura priva, nella Parte III, dei due ritratti incisi, e con l'epistola al lettore interamente ricomposta. Le incisioni di altissima qualità comprese nei volumi – molte delle quali dovute allo stesso de Bry – sono in primo stato.

Di grande interesse, nella Parte II, la carta di Roma moderna (‘NOVISSIMA VRBIS ROMAE DESCRIPTIO A° M.D.LXXXXVII.'), che mostra anche la facciata della Basilica di San Pietro, intenzionalmente orientata verso il lettore, e non in direzione – come è in realtà – dei Giardini Vaticani e dell'Obelisco (cfr. Frutaz, CXXXVIII, tav. 278). La Parte II comprende, inoltre, tre tavole non censite nei cataloghi e bibliografie di riferimento.

Finalità delle Antiquitates romanae è offrire una guida agli antichi monumenti della città di Roma, esaltandone al tempo stesso la sua gloria rinascimentale, attraverso le spettacolari collezioni allora esposte da cardinali, principi e aristocratici nei loro palazzi e giardini, e di cui Boissard prese nota e tracciò disegni durante il suo soggiorno romano degli anni 1556 and 1559. L'opera è considerata quindi non solo una fonte primaria di grande rilevanza, ma anche la più influente guida alla Roma del Rinascimento, attraverso la quale è proposto, nella Parte I, un itinerario che si snoda in quattro giornate.

Le Antiquitates romanae sono tra le più vivide testimonianze del gusto antiquario del tempo. Durante il suo lungo soggiorno romano Boissard potè frequentare – grazie alla protezione del cardinale Pio da Carpi – i più raffinati collezionisti della città, che – come si legge alle carte preliminari del primo volume – “nihil habeant domi suae, quod non liberaliter peregrinis videndum permittant”, (fol. **2r), una liberalità che non escluse neppure il protestante Boissard.

La passione per l'antico era in grado di superare anche le barriere confessionali.

Adams-B 2331; Cicognara 3626; Kissner 54; Schudt 715; Rossetti II, 1160; A. Culliére, Bibliothéque lorraine de la Renaissance. Catalogue d'exposition, Metz 2000, n. 100; M. van Groesen, Boissard, Clusius, De Bry and the Making of ‘Antiquitates Romanae, “Lias. Sources and Documents Relating to the Early History of Ideas”, 29 (2002), pp. 193-211; W. Stenhouse, Visitors, Display, and Reception in the Antiquity Collections of Late Renaissance Rome, “Renaissance Quarterly”, 58 (2005), pp. 397-434; R. De Marco, Collections et collectionneurs dans les Trois-Évêchés. Textes réunis par C. Bourdieu-Weiss, Metz 2015, pp. 35-54.

Boissard, Jean-Jacques (1528-1602). I. [-VI] Pars Romanae Urbis topographiae & Antiquitatum, Qua succincte & breviter describuntur omnia quae tam publice quam privatim videntur animadversione Digna Iano Iacobo Boissardo Vesuntino autore… Frankfurt, Johann Feyrabend for Theodor de Bry, 1597-1602.

A work in six parts, bound in two volumes in folio (350x200 mm). COMPLETE. Each part with its own engraved pictorial title-page.
I. Collation: *4, **4, A-T4, V6 (fol. V6 blank). [8] leaves (including the title-page, two full-page portraits of J.-J. Boissard, and T. de Bry, and a full-page plate), 161, [1] pages, a blank leaf. One folding double-page map of Italy. In this copy, the double-page engraved plate dated 1558-1560 is bound in Part II.
II. Collation: (:)4, **4, ***4, A-D2, E-Z4, Aa-Ll4. [3] leaves (including the title-page and two full-page portraits of J.-J. Boissard and T. de Bry), 211, 11 pages, [1 leaf]; 42 plates, of which seven are folding.
III. Collation: ?4 (this issue is lacking the engraved portraits on fol. ?2 and ?3; fol. ?4 is entirely reset, and considered in the foliation as fol. A1), A4 (fols. A1-A3 signed A2 and A4 respectively), B-E6, F-Z4, AA-II4. [9] leaves, 41, [1] pages; 108 engraved plates, numbered 43-150.
IV. Collation: (:)4, A-F4. [3] leaves, 52 pages; 94 full-page engraved plates, numbered 53-146. In this copy, Part IV includes plate no. 125, which belongs in fact to Part VI (see below; all bibliographies agree that a plate numbered 125 was never executed for Part IV). In this copy, plates 147-149 are bound at the end of Part VI (see below).
V. Collation: *4, **6. [10] leaves; 130 full-page engraved plates, of which the first is unnumbered, and the others are numbered 1-129.
VI. Collation: ):(4, A-F4. [4 leaves], 47, [1] pages; 148 engraved numbered plates. In this copy, plate no. 125 is erroneously bound in Part IV. This Part also includes plates 147-149 of Part IV.

Numerous woodcut decorated initials and headpieces.
Contemporary German vellum over pasteboards, with yapp edges. At the center of both covers, the gilt-tooled coat of arms of the d'Aubusson and de Damas families; the inscription ‘m le petit' lettered in gold on the upper board. Traces of ties, a green fabric tie preserved at the front cover of vol. 1. Smooth spine, title and volume numbering lettered in ink. Pale-blue edges. A very good copy, a waterstain at the bottom margin of vol. 1. Some browning and foxing. Pencilled bibliographical notes on the recto of the front flyleaf of vol. 1; early price notice ‘60 tl' on the rear pastedown of vol. 2; on the rear pastedown of both volume the early shelfmark ‘C. 29', number ‘6123', and the note ‘N° 5870 de Debure', referring to the entry of the work in the Bibliographie instructive ou Traité de la connoissance des livres rares et singuliers by Guillaume-François de Bure (Paris 1763-1768).

Provenance: the d'Aubusson and de Damas families (their coats of arms tooled in gold on both covers); the front pastedown of vol. I, dated ‘2 jul. 1846'; small paper label bearing the letters ‘ER' on the title-pages, that on the vol. 1 with the number ‘3646'; from the library of the great Alsatian book collector and tobacco magnate Maurice Burrus (1882-1959), who purchased the copy from Ader in November 1949 (two small paper labels to the rear flyleaf of vol. 1, bearing the inked inscriptions ‘Ader Nov. 49'and ‘from X. Sa'; cf. the sale of Burrus's collection, Christie's Paris 15 December 2015, lot 185).

A very good copy, unusually complete with all its parts, of the rare first edition of this summa of Roman topography and statuary, profusely illustrated by the outstanding antiquarian, poet and draughtsman from Besançon Jean-Jacques Boissard on behalf of the Frankfurt-based publisher and engraver Theodor de Bry (1528-1598). De Bry was responsible for many of the high-quality copper-engravings included in the work, presented here in their first state. The present copy is in the rare issue lacking the engraved portraits in Part III, and with the letter to the reader reset. Furthermore, Part II contains three plates that are unrecorded in standard catalogues and bibliographies.
The Antiquitates romanae were intended to offer scholars and visitors to Rome a guidebook of the city's ancient monuments while also highlighting its Renaissance glory with information on its spectacular archeological collections. Boissard stayed in Rome between 1556 and 1559, sketching drawings of the Eternal City's numerous antiquities, and taking precious notes on the collections of antique statues, steles, bas-reliefs, and inscriptions displayed by cardinals, princes and aristocrats in their Roman palaces and gardens.
His monumental work is therefore considered not only a valuable primary source, but also the most influential travel guide of Renaissance Rome, since Part I offers an itinerary for a four-day tour around the city. Further, the work testifies to the vastness of Boissard's readings, as he frequently makes use of accounts and inventories compiled by other authors including Flavio Biondo, Pomponio Leto, Bartolomeo Marliani, Onofrio Panvinio, Fulvio Orsini, and Ulisse Aldrovandi. The maps of ancient Rome – such as that mapping Rome under the reign of Romulus – clearly show Boissard's debt to Marco Fabio Calvo's Antiquae urbis Romae (1532), while the maps representing modern Rome are mainly based on those engraved by Ambrogio Brambilla in 1590 for Nicola van Aelst. Of the greatest importance is, in Part II, the map of modern Rome (‘NOVISSIMA VRBIS ROMAE DESCRIPTION A° M.D.LXXXXVII.') engraved by Theodore de Bry himself, and depicting the façade of Saint Peter's Basilica, intentionally oriented toward the reader and not toward the Obelisk and the Vatican Gardens, as they are in reality (see Frutaz, CXXXVIII, pl. 278).
Finally, the Antiquitates romanae offers a clear example of the antiquarian taste of the time, as well as the role of learned communication. During his long stay in Rome, and thanks to the protection of Cardinal Pio da Carpi, Boissard was introduced to the most distinguished collectors who – as he states in the preliminary leaves of the first volume – “nihil habeant domi suae, quod non liberaliter peregrinis videndum permittant”, i.e., “have nothing in their residences which they do not generously permit visitors to see” (fol. **2r). This was true even if those visitors happened to be Protestant, as indeed Boissard was; the passion for vestiges of the ancient world was thus even able to overcome confessional boundaries.

Adams-B 2331; Cicognara 3626; Kissner 54; Schudt 715; Rossetti II, 1160; A. Culliére, Bibliothéque lorraine de la Renaissance. Catalogue d'exposition, Metz 2000, no. 100; M. van Groesen, “Boissard, Clusius, De Bry and the Making of Antiquitates Romanae”, Lias. Sources and Documents Relating to the Early History of Ideas, 29 (2002), pp. 193-211; W. Stenhouse, “Visitors, Display, and Reception in the Antiquity Collections of Late Renaissance Rome”, Renaissance Quarterly, 58 (2005), pp. 397-434; R. De Marco, Collections et collectionneurs dans les Trois-Évêchés. Textes reéunis par C. Bourdieu-Weiss, Metz 2015, pp. 35-54.