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Gasparo Scaruffi.

L’Alitinonfo (segue:) Breve instruttione sopra il discorso fatto dal Mag. M. Gasparo Scaruffi..

Gasparo Scaruffi. L’Alitinonfo (segue:) Breve instruttione sopra il discorso fatto dal Mag. M. Gasparo Scaruffi.. Reggio Emilia, Ercoliano Bartoli, 1582..

Due parti in un volume in-folio (301x208 mm). [6], 60, [6] carte; 10 carte. Splendida anteporta allegorica incisa dal gioielliere Giulio Tacoli. Numerose tavole incise a illustrare le differenti valute, tre di esse impresse su doppia pagina. Incisione ritraente la moneta d’oro e quella d’argento alla c. D1. Legatura coeva in pergamena floscia, tracce di titolo manoscritto al dorso. Splendido esemplare ad ampi margini, qualche leggero intervento di restauro al margine interno di alcune carte.

Rarissima prima e sola edizione del primo sistematico scritto italiano di temi monetari a contenuto anche teorico, e primo e assai precoce esempio di argomentazione scientifica a favore di un ordine monetario universale. L’opera rappresenta anche una delle più raffinate edizioni stampate in Itali all’epoca.

Il frontespizio dell’opera, realizzato dall’orefice Giulio Tacoli in Reggio - incisore anche delle due monete nel testo - su commissione ed indicazioni dello stesso Scaruffi, é idealmente diviso in tre sezioni: la superiore formata dal solo nome dell’opera, ‘Alitinonfo’ – in greco ‘vero lume’ – la centrale, caratterizzata dalla componente grafica, e l’inferiore formata dai dati tipografici. L’elegante cornice del frontespizio é dominata da un sole (il vero lume sul tema delle monete); a fianco del sole, sulla cornice superiore posano due vasi dai quali si sprigiona una fiamma vivissima e due aquile che aprendo le ali ed il becco mostrano di voler spiccare il volo verso il grande pianeta. Il cuore dell’incisione, sotto il titolo, ritrae tre figure epiche: a sinistra Apollo in atto di suonare l’arpa, al centro la Concordia (rappresentata da una figura femminile che avanza sorridendo, inbracciando una cornucopia e porgendo una patera con la mano destra) e a destra Diana colla faretra, l’arco e sulla fronte la luna scema. Tre motti incisi ai piedistalli delle tre figure, da sinistra a destra: “Recedant tenebre” per Apollo, “Manutenenda semper” per la Concordia e “Candor meus irradiet” per Diana: dal punto di vista simbolico, Apollo rappresenta l’oro, Diana l’argento e la Concordia la giusta armonia che deve esistere tra i due metalli che somigliano nella luce a quella che irradiano il sole e la luna sulla terra.

Kress It, 69-70; Einaudi, 5147 (solo Scaruffi); Goldsmith’s, 222 (solo Scaruffi); Menger, I/719 (Ital 410); Mattioli, 3250; Kress, 151; Palgrave, II, pp. 360-361; Schumpeter, p. 292; Coquelin et Guillaumin, II, p. 596; manca a Adams; Smith, Rara aritmetica, pp. 370-372 (solo Scaruffi)