Una passaeggiata a Roma, per i 500 anni di Raffaello - dal BLOG PrPh

Il 6 marzo 2020 si è celebrato il cinquecenternario della morte di Raffaello Sanzio (1483-1520), uno dei più grandi artisti di tutti i tempi.

La sua carriera fu eccezionale per crescita e portata e la sua influenza artistica davvero immensa. Nato ad Urbino fu allievo di Perugino e lavorò nella Marche, in Umbria e in Toscana prima di trasferisi a Roma nel 1509, città in cui divenne in breve tempo uno degli artisti più stimati e ricercati da papi, cardinali e altre personalità preminenti nella sfera ecclesiatica e intellettuale.

É sufficiente a questo proposito menzionare il ritratto di Papa Giulio II realizzato da Raffaello prima del marzo 1512 e quello di papa Leone X con i cardinali Giulio de' Medici e Luigi de' Rossi (1518), conservati rispettivamente alla National Gallery di Londra e alla Galleria degli Uffizi di Firenze.

Già ampiamente elogiato e celebrato dai suoi contemporanei quando era in vita, Raffaello fu definitivamente consacrato da Giorgio Vasari nelle sue Vite de' più eccellenti pittori, scultori ed architetti (Firenze 1550), come un uomo e un artista che incarnava tutti i più rari doni che il Paradiso poteva elargire. Un anno prima della comparsa delle Vite vasariane, un più snello e raro volume veniva dato alle stampe, anche questo legato al pittore urbinate: Della nobilissima pittura di Michelangelo Biondo, impresso a Venezia nel 1549.

Nell'ultimo catalogo Philobiblon, Italian Books II, ne viene offerto uno splendido e raro esemplare impresso su carta azzurra.

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