[Legature funebri]. Missae in agenda defunctorum tantum deservientes... Bologna, Giulio Borzagni, 1690 e Bologna, Lelio dalla Volpe, 1744

[Legature funebri]

Missae in agenda defunctorum tantum deservientes. Ex Missali Romano recognito desumptae, cum Ordinario, et Canone, ut in ispis servatur: ad usum, et commoditatem omnium Ecclesiarum. Bologna, Giulio Borzagni, 1690. (Si aggiunge:) Missae in agenda defunctorum tantum deservientes juxta usum Ecclesiae Romanae cum Ordine et Canone extensae. Bologna, Lelio dalla Volpe, 1744.

Due opere in-folio. I. (mm 350x234). Segnatura: A12. 24 pagine. Testo stampato in rosso e nero, su due colonne. Frontespizio in rosso e nero, con grande vignetta silografica raffigurante un cadavere circondato dai simboli del potere spirituale e temporale. Silografia a piena pagina a c. A4v, raffigurante la Crocefissione. Pentagramma e notazione musicale stampati in nero. Brossura coeva in carta gialla, con entrambi i piatti inquadrati da bordura silografica a motivi vegetali e illustrati da un'incisione, sempre su legno, raffigurante uno scheletro. In custodia moderna. Piatti e dorso piuttosto usurati, con minime mende. Buon esemplare, con segni d'uso e qualche alone. II. (mm 335x230). Segnatura: A12. 24 pagine. Testo stampato in rosso e nero, su due colonne, rubricato. Frontespizio in rosso e nero con grande vignetta silografica raffigurante uno scheletro. Silografia a piena pagina con la Crocefissione a c. A4v. Iniziali silografiche. Pentagramma e notazione musicale stampati in rosso e nero. Brossura coeva in carta gialla, con entrambi i piatti illustrati in silografia con un teschio e alcune ossa posti su un cumulo di terra, il tutto inquadrato da una cornice ornamentale a motivi floreali sempre incisa su legno. In custodia moderna. Abrasioni, varie mende ai piatti e al dorso. Strappi restaurati e margini rinforzati su varie carte, fioriture e qualche alone, ma nel complesso buon esemplare considerando l'estrema fragilità dei materiali.

Due eccezionali esempi di legatura funebre, con piatti illustrati, realizzati a Bologna rispettivamente nel 1690 e nel 1744. Si tratta di oggetti la cui sopravvivenza è estremamente rara, a causa sia della loro fragilità materiale sia del loro effettivo e assiduo utilizzo come libri liturgici contenenti il testo della Messa dei defunti. I soggetti di questo tipo di legatura attingono all'iconografia del memento mori, di vasta fortuna e diffusione soprattutto durante la Controriforma, e includono scheletri e teschi oltre ad oggetti simbolici allusivi alla vanità dei beni e piaceri terreni. Per i piatti dell'edizione stampata nel 1690, tuttavia, si può segnalare come la silografia si ispiri chiaramente anche all'immagine dello scheletro umano apparso per la prima volta nel 1543 nel De humani corporis fabrica di Vesalius, opera che ebbe un'enorme influenza sulle arti visive oltre che in medicina.

Entrambe le edizioni sono di particolare rarità: della prima è nota, negli Stati Uniti, una sola copia, conservata all'Houghton Library dell'Università di Harvard e con legatura simile alla nostra (OCLC, 885161151), mentre la seconda non risulta censita in alcun catalogo.

J. B. de C. M. Saunders - Ch.D. O'Malley, Vesalius. The Illustrations from his Works, Cleveland-New York, 1950, tav. 21; R. M. San Juan, The Turn of the Skull: Andreas Vesalius and the Early Modern Memento Mori, “Art History”, 35 (2012), pp. 959-975.