Ricordando Lucrezia Borgia - dal Blog PRPH BOOKS

La lettera dedicatoria di Pietro Bembo a Lucrezia Borgia

Cinquecento anni fa, il 24 giugno 1519, moriva di parto all'età di 39 anni Lucrezia Borgia, figlia illegittima di papa Alessandro VI e appartenente alla famiglia nobile di origine spagnola dei Borgia (o Borja). Figura controversa e avvolta in un alone di mito e mistero, Lucrezia sposò il Duca Alfonso I d'Este ed arrivò a Ferrara nel 1502. Parte della sua reputazione di femme fatale è probabilmente dovuta all'associazione con la stirpe dei Borgia, in particolare alla figura del fratello - il sanguinario condottiere Cesare Borgia - uno dei protagonisti chiave della scena politica italiana di inizio XVI secolo e personaggio centrale ne Il Principe di Machiavelli.

PRPH BOOKS è lieta di presentare nel proprio catalogo un esemplare della prima edizione de Gli Asolani di Pietro Bembo, nella rara prima tiratura completa della lettera dedicatoria a Lucrezia Borgia datata Venezia, 1 agosto 1504. Si narra che durante un soggiorno a Ferrara, l'umanista veneziano si fosse innamorato della Duchessa, divenendone forse l'amante. Per ragioni sconosciute, per volontà comune dell'autore e dello stampatore, l'epistola di dedica fu immediatamente soppressa dopo la pubblicazione e le due pagine lasciate bianche: il testo si conserva solamente in circa un terzo delle copie conosciute.

Il blog originale in inglese, inclusa la descrizione dettagliata de Gli Asolani, sono disponibili a questo link

Bembo, Pietro (1470-1547). Gli Asolani di Messer Pietro Bembo. Venezia, Aldo Manuzio, Marzo 1505.

In-4° (mm 208x118). Segnatura: a-m8, n2. Manca c. n2 bianca. 97 di [98] carte. Esemplare completo dell'epistola dedicatoria a Lucrezia Borgia (cc. a1v-a2r) e della carta di errata (c. n1r-v). Carattere corsivo e romano. Àncora aldina a c. m8v. Spazi bianchi per iniziali, con letterine guida. Bella legatura di inizio XIX secolo, firmata al piede del dorso da François Bozérian il Giovane (‘REL.P. BOZERIAN JEUN'). Marocchino rosso a grana lunga su piatti in cartone, inquadrati in elaborata rotella dorata, delimitata da filetti a secco e in oro. Labbri dei piatti decorati con tratti diagonali in oro. Dorso a cinque piccoli nervi sottolineati da filetti in oro; scomparti riccamente decorati in oro su fondo pointillé, titolo in caratteri dorati al secondo scomparto, ‘ALDUS 1505' in oro al piede. Dentelles interne, doublures in seta azzurra decorate con rotella à la vigne. Carte di guardia in pergamena. Segnalibro in seta azzurra. Tagli dorati. Dorso leggermente danneggiato in corrispondenza delle cuffie. Esemplare di eccezionale freschezza, ad ampi margini. Tracce di polvere alla prima carta. Al verso della carta di guardia anteriore nota vergata in inchiostro, ‘Paris', da mano ottocentesca.

Provenienza: dalla biblioteca del Conte Leonardo Vitetti (1894-1973), ambasciatore italiano alle Nazioni Unite (al contropiatto anteriore grande ex libris alle armi inciso, con segnatura in inchiostro ‘Sala B, ii, 32').

Splendido esemplare, ad ampi margini, della prima edizione in prima tiratura di questo celebre dialogo, scritto in volgare dall'umanista e patrizio veneziano Pietro Bembo tra il 1497 e il 1504. Un capolavoro della storia della letteratura italiana rinascimentale.

Il rapporto di amicizia e collaborazione tra Bembo e Aldo Manuzio iniziò del 1495, quando il tipografo pubblicò l'opera De Aetna, resoconto del famoso soggiorno di Bembo in Sicilia nel 1493 e della sua salita sull'Etna. Pochi anni dopo l'umanista curò per Aldo due celebri edizioni stampate nel pratico formato in ottavo, il Petrarca del 1501 e il Dante del 1502. Bembo può a diritto essere definito una sorta di alter ego di Manuzio: fu lui a mostrare ad Aldo una moneta romana con un delfino e un'àncora incisi su uno dei lati, episodio che segna la nascita di uno degli emblemi più famosi della storia della stampa.

Nel 1504 il Senato di Venezia concesse a Manuzio un privilegio decennale per la stampa di questa opera di Bembo e Gli Asolani apparvero nel marzo del 1505. Nella prima tiratura il dialogo era introdotto dall'epistola dedicatoria dell'autore a Lucrezia Borgia, moglie del Duca Alfonso I d'Este, datata Venezia, 1 agosto 1504 (cc. a1v-a2r): la dedica venne quasi immediatamente soppressa e le due pagine furono, nella seconda tiratura, lasciate bianche. Il motivo di questa rimozione subito dopo la pubblicazione è stato argomento di continua discussione e alcuni studiosi hanno suggerito che Bembo e la Duchessa Borgia fossero amanti. Esemplari completi – come il presente - di queste pagine unitamente alla carta finale n1 contenente l'errata (‘Errori fatti nel stampare'), sono di eccezionale rarità.

Gli Asolani sono divisi in tre libri e trattano, nella forma del dialogo filosofico, la natura dell'amore, alternando prosa e versi, richiamandosi in ciò al modello della Vita Nuova di Dante. La conversazione si svolge ad Asolo, nei pressi di Treviso, nella villa di Caterina Cornaro, già regina di Cipro. Dopo aver esaminato e passato in rassegna varie tipologie e concezioni di amore, Bembo espone l'idea dell'amore neo-platonico o spirituale come desiderio e tensione contemplativa verso una bellezza divina e ideale.

L'opera ebbe enorme fortuna nel Cinquecento e già nel luglio del 1505 fu ristampato, nonostante il decennale privilegio ottenuta da Aldo, presso i Giunta di Firenze.

La prima edizione, in particolare nella sua rara prima tiratura, è stata un must per il grande collezionismo ottocentesco come ben dimostra questo bellissima copia, superbamente legata dal maestro parigino Bozérian il Giovane.

Adams, B-578; STC Italian, p. 80; Renouard Aldes, 48.1; Ahmanson-Murphy 72; Laurenziana 90; Marciana 105; Aldo Manuzio. Il Rinascimento a Venezia, Venezia 2016, no. 71; C. H. Clough, “Pietro Bembo's Gli Asolani of 1505”, MLN, 84 (1969), pp. 16-45; C. Kidwell, Pietro Bembo: Lover, Linguist, Cardinal, Montréal 2004.