La copertina della nostra serie di cataloghi Italian Books: un capolavoro d'arte silografica veneziana del XV secolo - dal Blog PRPH BOOKS

La copertina della nostra serie di cataloghi Italian Books: un capolavoro d'arte silografica veneziana del XV secolo

La cornice a fondo nero che inquadra la copertina del nostro catalogo Italian Books è tratta da uno dei più raffinati frontespizi realizzati a Venezia nel XV secolo, eseguito dal famoso artista Benedetto Bordone per la sua edizione della Vera historia di Luciano di Samosata, stampata nel 1494 (segue a fondo articolo la descrizione completa del volume).

Benedetto Bordone (o Bordon) nacque a Padova verso il 1450-55. Non si hanno notizie riguardo alla sua formazione, ma che abbia ricevuto una educazione umanistica è attestato dalla sua conoscenza della lingua latina e dalla familiarità con la letteratura classica. Profondamente influenzato da Andrea Mantegna e la sua scuola, alla fine degli anni Settanta del Quattrocento Bordone iniziò a lavorare nella bottega del miniatore Girolamo da Cremona, e il suo nome è legato alla realizzazione di una serie di otto incunaboli di argomento giuridico e filosofico stampati a Venezia da Nicolaus Jenson, miniati su commissione di uno dei suoi principali clienti, il ricco e dotto mercante tedesco Peter Ugelheimer. All'inizio degli anni Novanta (probabilmente nel 1492), Bordone si trasferì a Venezia dove aprì una propria bottega in San Zulian, nei pressi della Basilica di San Marco, diventando ben presto personalità di rilievo nel multiforme mondo della produzione libraria veneziana. All'inizio del 1530 fece ritorno a Padova, dove morì pochi mesi più tardi. Fu sepolto nella chiesa di San Daniele.

Bordone fu un artista versatile, capace di adattare il suo talento di miniatore alla industria tipografica e diventare così uno dei più apprezzati e ricercati disegnatori di silografie, in continuo e fruttuoso scambio tra diverse tecniche illustrative. La prima comparsa ufficiale del suo nome a Venezia è legata proprio all'arte tipografica. Il 3 maggio 1494 Benedictus miniator ottenne, infatti, un privilegio decennale per la stampa della traduzione latina dei dialoghi di Luciano di Samosata. I testi furono curati dallo stesso Bordone, e il volume fu pubblicato, a sue spese, dal tipografo veneziano Simone Bevilacqua il 25 agosto dello stesso anno. La raccolta si apre con la Vera Historia, nella traduzione di Lilius Castellanus; seguono altre dodici opere di Luciano, inclusi i dialoghi, oggi ritenuti spurii, In amorem fugitivum e De asino aureo.

La prima pagina di testo è inquadrata in una raffinata cornice silografica all'antica su fondo nero, il cui disegno è attribuito allo stesso Bordone. L'elegante e delicato motivo a candelabra rappresenta un perfetto compendio della straordinaria inventiva dell'artista, rivelandone pienamente la passione per il mondo antico e il sapiente uso di elementi e motivi decorativi classici: vasi, tralci di vite, rami fogliati, il volto dell'uomo ‘fitomorfo', l'aquila romana, corni e animali alati. Singoli elementi del suo lessico decorativo sono rintracciabili anche in testatine e iniziali ornate utilizzate da Aldo Manuzio negli anni 1495-1499, e la maggioranza degli studiosi è concorde nell'attribuire a Bordone la maggior parte delle 172 silografie che illustrano la Hypnerotomachia Poliphili, capolavoro assoluto della produzione tipografica aldina.

Nel giugno del 1500 il Luciano curato da Bordone fu ristampato da Giovanni Battista Sessa, fondatore della famosa tipografia all'insegna della gatta. Sessa ripropose sia l'indirizzo finale, in cui Bordone invita il lettore a prendere in mano il volume e ‘rilassarsi' in compagnia di questa raccolta di dialoghi, sia la richiesta di privilegio presentata nel 1494 all'autorità veneziana. La raffinata cornice silografica è però assente nell'edizione Sessa, il cui unico elemento decorativo è una iniziale M su fondo bianco e abitata da putti. Evidentemente, come ha notato Witcombe, il privilegio mirava a proteggere più le silografie di Bordone che non il testo stesso di Luciano (C.L.C.E. Witcombe, Copyright in the Renaissance. Prints and the Privilegio in Sixteenth-Century Venice and Rome, Leiden 2004, p. 91, “no doubt the privilegio was intended to protect Bordon's illustrations as much as Lucian's text”).

La cornice silografica nel Luciano del 1494 è di solito accostata a quella, di dimensioni maggiori, presente in apertura della traduzione latina di Lorenzo Valla delle Historie di Erodoto, edizione impressa per Bordone da Giovanni e Gregorio de Gregoriis l'8 marzo 1494 (segue a fondo articolo la descrizione completa del volume). La cornice è qui più elaborata, con l'aggiunta di due inserti a fondo bianco: in alto una vignetta con un satiro nell'atto di preparare un sacrificio, nella parte inferiore la raffigurazione di Ercole al bivio. La cornice fu riutilizzata nel 1497-1498, per illustrare uno dei frontespizi interni dei Commentaria in Bibliam di Girolamo, impressi – come l'Erodoto – dai fratelli de Gregoriis (segue a fondo articolo la descrizione completa del volume).

L'esemplare del Luciano di Bordone offerto nel nostro catalogo è appartenuto a Gilbert Richard Redgrave (1844-1941), presidente della Bibliographical Society di Londra, e ben noto per aver pubblicato – insieme ad Alfred W. Pollard – lo Short-Title Catalogue of Books Printed in England, Scotland, & Ireland and of English Books Printed Abroad, 1475-1640. Redgrave aveva raccolto una notevolissima collezione di incunaboli, con un particolare gusto per le edizioni illustrate, come la Summa arithmetica di Luca Pacioli e l'Hypnerotomachia Poliphili. Alla carta di guardia anteriore dell'esemplare è visibile una nota autografa di Redgrave: ‘All writers on book ornament agree in attributing the splendid border on f. a2 to the same designer as the border of the Herodotus of 1494. These two borders are the most splendid works of the early Venetian press'. Il parere è condiviso dal compilatore del catalogo di vendita della sua biblioteca, che sottolinea la bellezza della “first page of text within a FINE WHITE ON BLACK WOODCUT BORDER” (Catalogue of an Important Collection of Incunabula, Early Woodcuts, Emblem Books, &c.: Selected from the Library of Gilbert R. Redgrave; asta Sotheby & Co., lunedì 3 maggio 1926, lotto 161).

Il volume fu acquistato dal libraio londinese, nonché studioso e collezionista di incunaboli, Ernst Philip Goldschmidt (1887-1954), per la cospicua somma di £33.

(Benedetto Bordone). Lucianus Samosatensis (125–dopo il 180 a.C.). Vera historia. Tr: Lilius (Tifernas) Castellanus. Add: De asino aureo; Philosophorum vitae; Scipio; Tyrannus; Scaphidium (Dialogus de funerali pompa); Palinurus; Charon; Diogenes; Terpsion; Hercules; Virtus dea; In amorem; Timon; Sermo de calumnia; Laus muscae. Ed: Benedictus Bordonus; Maephus Vegius: De Felicitate et miseria. Venezia, Simone Bevilaqua, per Benedetto Bordone, 25 agosto 1494.

In-4° (mm 216x155). Segnatura: a8, b4, c-g8, h4, i-p8. [112] carte. Testo su una colonna, 29 linee. Carattere: 5:110R. A c. a2r cornice silografica a motivi a candelabra, realizzata da Benedetto Bordone. Spazi bianchi per iniziali, senza letterine guida. Legatura più tarda in pergamena su piatti in cartone. Dorso liscio, titolo vergato in verticale 'Lucianus Venice Woodcut title-border'. Piatti leggermente incurvati. Esemplare in buono stato di conservazione, leggere tracce di polvere alla prima carta; antico restauro al margine esterno bianco, senza alcuna perdita. Qualche piccolo alone, alcune macchie, sporadici segni d'uso. Margine inferiore bianco di c. g7 leggermente rifilato. Alcune annotazioni marginali e interlineari di antica mano. Al contropiatto posteriore ritaglio da catalogo di vendita con descrizione del presente esemplare: “Fol. a2 is surrounded by a magnificent woodcut border [...] Such borders are very rare in books of small format. A very fine copy of a rare book, save for the first page, skilfully repaired”. Al contropiatto anteriore note bibliografiche, tra cui '217x153. BM copy only 204x143', presenti anche al recto della carta di guardia anteriore. Al contropiatto anteriore collazione a lapis di Bernard Quaritch.

Provenienza: il bibliografo Gilbert Richard Redgrave (1844-1941; ex libris al contropiatto anteriore e annotazione al recto della carta di guardia anteriore ‘Ex libris. Gilbert R. Redgrave Thriffwood, Sydenham, London. Sept. 9th. 1914'); Wynne Rice Hugh Jeudwine (1920-1984; ex libris al contropiatto anteriore; cfr. Asta Bloomsbury Londra, 18 settembre 1984, Catalogue of the Important Collection of Printed Books formed by the Late W. R. Jeudwine, lotto 18); Kenneth Rapoport (ex libris al contropiatto anteriore).

Bell'esemplare del primo e raro libro pubblicato dal famoso artista padovano Benedetto Bordone (1450/55-1530). Il 3 maggio 1494, Benedictus miniator richiese il permesso di stampa per una edizione da lui stesso curata, una traduzione latina dei dialoghi di Luciano. Il volume fu pubblicato il 25 agosto dal tipografo Simone Bevilaqua (attivo a Venezia tra il 1492 e il 1506) a spese dello stesso Bordone, il cui nome appare alla carta p6, al recto nell'indirizzo finale in versi e al verso nel privilegium. Nei versi dell'indirizzo Bordone invita il lettore a prendere in mano il volume e rilassarsi leggendo le storie di Luciano. Si tratta infatti di un libro piacevole, contenente testi di vasta popolarità, privi di note o eruditi commenti, stampato in un carattere romano di facile lettura e in formato in quarto piccolo, quasi una anticipazione del ben noto ottavo aldino.

Il frontespizio è inquadrato da una raffinata cornice silografica all'antica su fondo nero, il cui disegno è attribuito allo stesso Bordone, e che si presenta come un compendio di motivi decorativi dell'antichità classica: vasi, foglie di vite e racemi, un mascherone fitomorfo nel pannello superiore, l'aquila romana in quello inferiore, oltre a corni e animali alati.

Questa cornice silografica fu utilizzata per la prima volta da Bordone, con alcune varianti, nelle Historie di Erodoto stampate nel marzo del 1494, e riutilizzata pochi anni più tardi nei Commentaria in Bibliam di Hieronymus (1497-1498). Singoli elementi del lessico decorativo di Bordone sono inoltri presenti nelle testatine e nelle iniziali ornate usate da Aldo negli anni 1495-1498.

L'esemplare fu acquistato nel 1914 da Gilbert Richard Redgrave, figlio del noto artista britannico Richard Redgrave e presidente della Bibliographical Society di London, oltre che curatore, insieme ad Alfred W. Pollard, dello Short-Title Catalogue of Books Printed in England, Scotland, & Ireland and of English Books Printed Abroad, 1475-1640. Una annotazione vergata di suo pugno alla carta di guardia anteriore recita: 'All writers on book ornament agree in attributing the splendid border on f. a2 to the same designer as the border of the Herodotus of 1494. These two borders are the most splendid works on the early Venetian press'.

HC 1026; GW M19059; BMC V, 519; IGI 5842; Goff L-329; Flodr Lucianus, 4; Essling 747; Sander 4037; L. Armstrong, Benedetto Bordon, 'Miniator', and Cartography in Early Sixteenth-Century Venice, in Eadem, Studies of Renaissance Miniaturists in Venice, London 2003, 2, pp. 591-643; Philobiblon, One Thousand Years of Bibliophily, n. 37.

(Benedetto Bordone). Herodotus (ca. 484–430/20 a.C.). Historiae. Tr: Laurentius Valla. Ed: Antonius Mancinellus. Venezia, Giovanni e Gregorio de Gregoriis, da Forlì, 8 marzo 1494.

In-folio mediano (mm 310x217). Segnatura: A8, a-d8, e-x6. [142] carte. Testo su una colonna di 45 linee. Carattere: 26:110R. Cornice silografica a c. a1r, con due inserti a fondo bianco in cui sono raffigurati, rispettivamente, un satiro che prepara un sacrificio ed Ercole al bivio. Alla stessa carta grande silografia con Erodoto incoronato da Apollo. Spazi bianchi per iniziali, con letterine guida a stampa. Legatura tardo cinquecentesca in pergamena floscia, con unghie. Dorso liscio, bindelle parzialmente conservate. Piatti con tracce di polvere. Esemplare in ottimo stato di conservazione, leggere fioriture e bruniture, qualche piccola macchia, sporadici segni d'uso isolati. Piccolo strappo al margine inferiore bianco di c. r3. Cornice silografica leggermente rifilata al margine superiore. Numerose annotazioni in latino, maniculae e altri segni e annotazioni di lettura in due differenti antiche mani, alcuni marginalia appena rifilati. Al contropiatto anteriore annotazioni bibliografiche a lapis.

Provenienza: Arthur e Charlotte Vershbow, acquistato nel 1977 da Lathrop C. Harper (ex libris al contropiatto anteriore; si veda The Collection of Arthur & Charlotte Vershbow, Christie's New York, 9-10 aprile 2013, lotto 204).

Uno dei capolavori dell'illustrazione libraria veneziana: la rara terza edizione di Erodoto, nella traduzione di Lorenzo Valla curata da Antonio Mancinelli. L'edizione era stata preceduta da quelle del 1474 (Venezia, Jacobus Rubeus) e del 1475 (Roma, Arnoldus Pannartz).

Il volume è giustamente noto per la presenza di una delle più belle cornici silografiche del Quattrocento, realizzata da Benedetto Bordone (1450/55-1530), celebre miniatore e disegnatore di silografie, curatore di testi classici, autore di opere di geografia e a capo di una fiorente bottega di Venezia, in campo San Zulian. Nato a Padova, Bordone si era trasferito nella città lagunare – allora regina dell'arte della stampa in Europa - all'inizio degli anni Novanta del XV secolo. A Venezia l'arte tipografica, introdotta nel 1469, era cresciuta con impressionante rapidità, e forte era stato l'impatto sulla produzione di manoscritti e sulle diverse professionalità che vi erano coinvolte – copisti, illustratori, miniatori –, costrette a ridefinire il proprio ruolo e a competere in questa nuova era della storia del libro con tipografi e intagliatori. Già a Padova Bordone era stato attivo nella produzione di incunaboli miniati, e la sua intera e fortunata carriera veneziana si espresse in un costante e fruttuoso ‘dialogo' tra miniatura e illustrazione silografica.

La splendida cornice dell'Erodoto è in genere associata a quella, di dimensione inferiore, presente in un'altra edizione veneziana: la Vera historia di Luciano del 1494, il primo libro pubblicato da Bordone. La cornice dell'Erodoto è più elaborata e include motivi decorativi diversi, come ad esempio i due piccoli uccelli nel panello sul lato destro; si distingue inoltre per due medaglioni a fondo bianco. Il primo è inserito nel pannello superiore, e la scena sacrificale raffigurata richiama una delle illustrazioni della Hypnerotomachia Poliphili del 1499 (Lib. I, c. e1r); nel medaglione inserito nel pannello inferiore è invece rappresentato Ercole al bivio. Il testo è inoltre introdotto da un'altra grande silografia raffigurante Erodoto incoronato da Apollo, stilisticamente vicina a una miniatura presente in un esemplare del Petrarca aldino, oggi posseduto dalla British Library.

Come osserva Essling “quant à l'auteur de ce chef-d'oeuvre, si l'on juge par l'élégance du dessin, par la précision et le fini de la taille, ce pourrait être le même artiste qui devait, cinq ans plus tard, fournir les admirables illustrations du songe de Poliphile” (Essling 735).

HC *8472; BMC V, 345; IGI 4694; Goff H-90; Flodr Herodutus, 3; Essling 735; Sander 3376; L. Armstrong, Benedetto Bordon, 'Miniator', and Cartography in Early Sixteenth-Century Venice, in Eadem, Studies of Renaissance Miniaturists in Venice, London 2003, 2, pp. 591-643; Philobiblon, One Thousand Years of Bibliophily, n. 36.

(Benedetto Bordone). Hieronymus, Sophronius Eusebius (347-420). Commentaria in Bibliam. Ed: Bernardinus Gadolus. Venezia, Giovanni e Gregorio de Gregoriis, da Forlì, 1497 - 25 agosto 1498.

Tre volumi in-folio (mm 341x223). Segnatura: I. A8, < 2-3 >6, < 4-6 >6, a-c8, d10, e8, f6, g-h10, i8, k6, l-u8, x-y6. C. o3 segnata m3. II. A-R8, S10, T-Z8, AA-BB8, CC6, DD-HH8, DDD-EEE8, FFF-HHH6, DDDD-GGGG6, HHHH4, II8, KK-LL6. III. aa-ff8, ll-ss8, tt10, vv-zz8 (yy8 bianca), &&12-1, a8, b-c6, AA6, aAA8 (aAA bianca), BBb-PPp8, QQq6. 839 [di 845] carte, mancante come di consueto il fascicolo BB6, contenente il registrum. Testo su una colonna di 48-61 linee. Carattere: 20:170G, 32*:83G, 39:82R. Grande marca tipografica incisa su legno alle cc. PPp8r e QQq6r. Alla c. aAA2r cornice silografica a candelabra e iniziale animata incisa su legno su 14 linee, raffigurante Girolamo. Iniziali silografiche animate e ornate, la maggior parte su fondo nero. Legatura uniforme tardo ottocentesca in mezza pelle con angoli, piatti ricoperti in carta marmorizzata. Dorsi a tre nervi, con titoli in oro. Qualche abrasione ai piatti, dorsi leggermente usurati alle cuffie. Esemplare in buono stato di conservazione, alcune macchie, gore e aloni. Occasionali segni d'uso, antico restauro al margine superiore bianco del primo foglio del primo volume, senza perdita di testo. Marginalia coevi nel terzo volume. Nell'angolo superiore delle carte moderna paginazione a matita; annotazioni di carattere bibliografico ai contropiatti e sulle carte di guardia.

Provenienza: Giovanni di Maffio, San Giovanni Valdarno, Arezzo (nota di possesso datata 1532 'Di giouannj di maffio di ualdarno di sopra', al recto della prima carta in ogni volume); dalla biblioteca del monastero francescano di San Bonaventura al Bosco in Toscana (nota di appartenenza parzialmente abrasa e datata 1545 - 'Della libraria del bosco di mugello [?] da Biagio [?]' - al recto della seconda carta del primo volume e della prima carta nei volumi secondo e terzo).

Questa edizione veneziana di Girolamo – stampata da Bernardino Gadolo per i fratelli de Gregoriis – presenta alla carta aAA2r, a incorniciare la prima pagina di testo della Expositio in Psalterium – la raffinata cornice a fondo nero disegnata e intagliata da Benedetto Bordone (1450/55-1530), usata per la prima volta per l'Erodoto stampato dai de Gregoriis nel 1494. In sostituzione della silografia raffigurante lo storico greco incoronato da Apollo, i Commentaria presentano, alla medesima carta, un'iniziale animata su 14 linee che ritrae Girolamo nel suo studio. Numerose iniziali ornate, in genere a fondo nero, corredano il testo; tra queste, degne di nota sono quelle che mostrano il motivo della coppia di delfini.

L'apparato illustrativo di questa edizione dei Commentaria è uno straordinario esempio dell'eccezionale capacità inventiva di Benedetto Bordone, talento eclettico capace di diventare uno degli artisti più stimati e ricercati dai tanti stampatori attivi nelle calli e nei campi della Serenissima, incluso Aldo Manuzio, con cui condivise clienti, amici e mecenati, oltre a una inestinguibile passione per il mondo antico.

H 8581*; GW 12419; BMC V, 350; IGI 4729; Goff H-160; Essling 1170; Sander 3386; L. Armstrong, Benedetto Bordon, 'Miniator', and Cartography in Early Sixteenth-Century Venice, in Eadem, Studies of Renaissance Miniaturists in Venice, London 2003, 2, pp. 591-643; Philobiblon, One Thousand Years of Bibliophily, n. 40.

Il testo originale inglese del post e delle schede è consultabile a questo link