[Commedia dell'Arte]. Album con illustrazioni di abiti e personaggi italiani, prevalentemente veneziani.

Un affascinante specchio della società veneziana dell'inizio del Seicento

[Commedia dell'Arte]. Album con illustrazioni di abiti e personaggi italiani, prevalentemente veneziani.

Manoscritto miniato su pergamena. Italia (probabilmente Venezia), primo quarto del XVII secolo.

mm 125-127 x 190-195 (oblungo). [22] fogli membranacei singoli montati su carta, ad intervalli regolari sono aggiunti fogli cartacei a protezione. Cartulazione a matita, non corrispondente né alla effettiva sequenza delle carte né alla loro posizione all'interno dell'album. Ventidue miniature a pieno colore, con occasionale uso di oro e argento. Una miniatura con aletta mobile in carta (c. 7). Iscrizioni in oro, vergate in una regolare antiqua capitalis. Legatura in marocchino blu scuro della metà del XX secolo, firmata dal legatore italiano Bernasconi. Titolo impresso al dorso, dentelles interne. All'inizio e in fine tre carte di guardia, contropiatti in carta marmorizzata. Custodia moderna in cartoncino marmorizzato. Manoscritto in ottimo stato di conservazione; la maggior parte delle miniature in eccellenti condizioni, con minime abrasioni; solo due miniature (cc. 5 e 13) presentano alcune sbavature di colore. Sporadiche macchie, interventi di restauro al margine delle carte.

Apparato illustrativo

L'album è composto da ventidue miniature, eseguite al recto di ogni carta (il verso è bianco).

Mentre le prime due miniature (cc. 1 e 2), sono inquadrate in cornice e presentano sfondi di una certa complessità, la composizione delle altre miniature è più semplice, e i diversi personaggi sono rappresentati su una banda di colore beige-rosa, a simulare la base di un palcoscenico.

C. 1r: 'Come si bace li piedi del papa'; c. 2r: 'Come le done si petinano nel sol per rossir li suoi capeli'; c. 3r: 'Gentildona venetiana & Donzela venetiana'; c. 4r: 'Procurator di Venetia & Magnifico di Venetia'; c. 5r: 'Duco di Venetia & Duchesa di Venetia'; c. 6r: 'Cortegiano de la corte del papa & Comendatore in Padoa'; c. 7r: 'Cortesiana & Vedoa Feraresa'; c. 8r: 'Caposta di Padoa & Procurator in Padoa'; c. 9r: 'Cortegiana romana & macarela'; c. 10r: 'Un evesque de France allent en prossession'; c. 11r: 'Generale de Larmata di Venetia & Concilio di Venetia'; c. 12r: 'Medico'; c. 13r: 'Gondola di Venetia'; c. 14r: 'Come li batuti vano nela processione'; c. 15r: 'Arlequin & Isabella & Franquatripa'; c. 16r: 'Un contadino sacando otirando lato duna capra'; c.17r: 'Contadina'; c. 18r: 'Charlatano'; c. 19r: 'Mascarata'; c. 20r: 'Come si porta il vino nel tempo di vendemi'; c. 21r: 'Un pescator il quale va pescando pece sopra il fiumo'; c. 22r: 'Come duy fachini giocano a la m[ora]'.

Affascinante album manoscritto contenente ventidue raffinate miniature, raffiguranti abiti indossati da uomini e donne appartenenti a diverse classi sociali, scene di vita locale, cerimonie e personaggi della Commedia dell'Arte. Dodici di queste illustrazioni sono dedicate a scene di ambientazione veneziana, o propongono abiti secondo la moda della città lagunare, avvalorando quindi l'ipotesi che l'album possa essere stato prodotto a Venezia o nella vicina Padova, importanti centri di produzione e commercio non solo di manoscritti e libri, ma anche di abiti e tessuti.

Tra il Cinquecento e il Seicento si diffuse tra i viaggiatori stranieri che giungevano a Venezia, o in altre città venete come Padova, la voga di commissionare ad artisti locali album contenenti illustrazioni di abiti e costumi. In una epoca precedente il vero e proprio Grand Tour, questi album assolvevano quindi la funzione di ‘libri di ricordi'.

Tali raccolte - e in particolare quelle prodotte a Venezia - contenevano spesso immagini non solo di donne nobili o abbienti, ma anche di cortigiane. “Visitors often purchased visual representations of courtesans' dress in the Venetian marketplace, and then placed them, together with colored miniatures of other Venetian fashions of both men and women, in personal albums as memories of their visits” (M. F. Rosenthal, “Cutting a Good Figure,” p. 52).

In questo album due illustrazioni sono dedicate all'ambiente delle provocanti cortigiane veneziane. La prima raffigura una donna nell'atto di schiarirsi i capelli già biondi, un tratto questo strettamente associato a Venezia, come attestano i nudi di Tiziano. La seconda mostra invece una cortigiana – ironicamente affiancata alla figura di una vedova – la cui gonna è formata da un'aletta cartacea sollevabile, un meccanismo che riprende l'immagine inventata da Pietro Bertelli per l'opera Diversarum nationum habitus del 1589 (e oggi mancante in molti esemplari di tale edizione). Una volta sollevata l'aletta, la donna si mostra nella sua nudità, indossando solo un paio di calze con raffinati nastri e calzature dal tacco alto.

Altre illustrazioni si susseguono, senza un apparente ordine, e tra di esse speciale attenzione meritano quelle relative ad alcuni personaggi della Commedia dell'Arte.

Sviluppatasi in Italia nel corso del Cinquecento, la Commedia dell'Arte è un genere di rappresentazione teatrale che si compone di dialoghi improvvisati sulla base di un canovaccio, recitati in genere da personaggi di repertorio. Alla c. 15 di questo album sono raffigurati tre di questi personaggi, senza dubbio tra i più celebri: Arlecchino, Franquatripa e Isabella. Arlecchino è il beniamino degli spettatori: arguto, spesso impertinente e pronto allo scherzo, mentre Franquatripa – il cui nome significa ‘sciocchezza' - è un autentico buono a nulla: entrambi fanno parte del repertorio degli zanni o servitori. Isabella è, in genere, una bella fanciulla al centro di una trama in cui si intrecciano vicende amorose e peripezie che conducono, infine, alla felice unione con il suo amato. Legata alla Commedia dell'Arte è anche l'illustrazione intitolata 'Charlatano' (c. 18). I ciarlatani intrattenevano il pubblico con storie fantasiose, spesso incentrate su malattie e cure miracolose: un espediente narrativo per poi offrire in vendita agli spettatori una vasta scelta di presunte ‘medicine'. Il fascino per il teatro e il travestimento è inoltre evidente anche nella miniatura rappresentante la masquerade (fol. 19), divertimento molto popolare tra i veneziani più facoltosi, e particolarmente diffuso durante il Carnevale.

Le illustrazioni incluse nella seconda parte dell'album si riferiscono - con la sola eccezione di quella rappresentante i flagellanti – a diversi gruppi sociali: una contadina e contadino, un pescatore, due vignaiuoli, due servitori ritratti in un momento di svago, mentre giocano a morra, gioco in cui i due contendenti sollevano uno o più dita della mano, cercando – simultaneamente – di indovinare il numero indicato dalle dita dell'avversario. Queste illustrazioni potrebbero in origine aver fatto parte di una serie più ampia, ma offrono comunque uno spaccato della società veneziana del primo Seicento, come evidente dalla particolare foggia degli abiti indossati dai vari personaggi.

L'album qui offerto rappresenta quindi un prezioso documento storico, nel suo rappresentare fedelmente abiti, tradizioni locali e abitudini sociali.

L'attenzione riservata ai dettagli degli abiti richiama alcuni celebri ‘costume books' del tempo, come il già citato Diversarum nationum habitus di Bertelli o la raccolta di Cesare Vecellio De Habiti antichi et moderni, apparsa per la prima volta nel 1590 e più volte ristampata, opere che costituiscono entrambe una autentica miniera di notizie su costumi, tessuti, e accessori di lusso come gioielli.

Simili album sono sempre stati apprezzati e ricercati dai collezionisti per la loro rarità e la bellezza delle illustrazioni. Tra i più celebri si segnalano il MS Egerton 1191 della British Library, prodotto a Venezia o a Padova negli anni Settanta del XVI secolo, e il MS 457 della Beinecke Library di Yale, noto con il titolo di Mores Italiae eseguito negli stessi anni per uno studente straniero dell'Università di Padova.

M. A. Katritzky, “Scenery, Setting and Stages in Late Renaissance Commedia Dell'Arte Performances: Some Pictorial Evidence”, Ch. Cairns (ed.), Scenery, Set and Staging in the Italian Renaissance: Studies in the Practice of Theatre, Lewiston, NY 1996, pp. 209-288; U. Ilg, “The Cultural Significance of Costume Books in Sixteenth-Century Europe”, C. Richardson (ed.), Clothing Culture 1350-1650, Aldershot 2004, pp. 29-47; T. Storey, “Clothing Courtesans. Fabrics, Signals, and Experiences”, ibid., pp. 95-108; M. A. Katritzky, The Art of Commedia: A Study in the Commedia dell'Arte 1560-1620 with Special Reference to the Visual Records, Amsterdam 2006; M. F. Rosenthal, “Cutting a Good Figure. The Fashions of Venetian Courtesans in the Illustrated Albums of Early Modern Travelers”, M. Feldman (ed.), The Courtesan's Arts. Cross-Cultural Perspectives, Oxford 2006, pp. 52-74; Eadem, “Fashion, Custom and Culture. Two Early-Modern Illustrated Album,” M. Rippa Bonati - V. Finucci, Mores Italiae. Costumi e scene di vita del Rinascimento: Costume and Life in the Renaissance, Cittadella 2007, pp. 79-107; A. Vitali, La moda a Venezia attraverso i secoli. Lessico ragionato, Venezia 2009; S. Goltz, “A Venetian Sixteenth-Century Costume Book as an Authentic Visual Record”, M. Aldrich - J. Hackforth-Jones (eds.), Art and Authenticity, Farnham 2012, pp. 50-61; P. Jordan, The Venetian Origins of the Commedia dell'Arte, London 2014; Philobiblon, One Thousand Years of Bibliophily, no. 190.