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Giacomo Leopardi.

Crestomazia italiana cioè scelta di luoghi insigni o per sentimento o per locuzione raccolti dagli scritti italiani in prosa di autori eccellenti d'ogni secolo.

Giacomo Leopardi. Crestomazia italiana cioè scelta di luoghi insigni o per sentimento o per locuzione raccolti dagli scritti italiani in prosa di autori eccellenti d'ogni secolo. Milano, Stella e Figli, 1827.

Due volumi in-12° (mm 189x116). 356 pagine; 744 pagine. Brossura editoriale arancione, al piatto anteriore note tipografiche entro cornice neoclassica, ripetute al dorso. Splendido esemplare con barbe, lievi screpolature in corrispondenza delle cerniere e delle estremità della brossura.

Rara prima edizione completa dei due volumi – che vennero pubblicati l’uno dall’altro a qualche mese di distanza – dell’antologia prosastica leopardiana, ispirata nella sua struttura alle Leçons de littérature et de morale del francese Jean François Noël, ma proposta al pubblico con l’intento ‘militante’ di rilanciare con forza certi autori o capolavori sepolti della letteratura italiana e di presentare tutti i generi letterari, senza privilegio.

Opera sperimentale e anticanonica, la Crestomazia vuole costituire un canone letterario attraverso la scelta di passi tratti da opere multidisciplinari, considerate di eccellente valore dal curatore, accumunate dai requisiti di bellezza ed eticità, non meri strumenti didattici, ma opere dilettevoli e appaganti. Tale selezione viene operata da Leopardi in modo tanto coraggioso e innovativo da poter esordire, nella sua Premessa ai lettori, dichiarando che «tutte le antologie italiane [...] sono lontanissime da quello che io mi ho proposto che debba essere questo libro» . L’antologia venne compilata su sollecitazione dell’editore milanese Stella e, l’anno successivo la sua pubblicazione, venne seguita dalla Crestomazia poetica.