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Homeros.

I. Ὁμήρου Ἰλιάς. Homeri Ilias. II. Ὁμήρου Ὀδύσσεια. Βατραχομυομαχία. Ὕμνοι λβ´. Homeri Odyssea. Batrachomyomachia. Hymni ΧΧΧΙΙ (Legato con:) Kointos Smyrnaios.

Homeros. I. Ὁμήρου Ἰλιάς. Homeri Ilias. II. Ὁμήρου Ὀδύσσεια. Βατραχομυομαχία. Ὕμνοι λβ´. Homeri Odyssea. Batrachomyomachia. Hymni ΧΧΧΙΙ (Legato con:) Kointos Smyrnaios. [Venezia, Aldo Mnauzio, 1504].

Tre opere in due volumi in-8° (mm 163×100). I. Segnatura: 1-78, A-Z8, AA-LL8, MM6 (bianca la carta MM6; impressa al solo verso la carta 1/1). 334 carte non numerate, bianca l’ultima carta. Carattere greco, romano e corsivo. Testo in greco, in latino intitolazione alla carta A1r e l’epistola dedicatoria di Aldo, alle carte A1v-A2r. Marca tipografica, incisa su legno, di Aldo Manuzio al recto della carta A1: àncora con delfino (Fletcher 3, A2). Spazi bianchi per iniziali, con letterine guide. II. Segnatura: a-z8, A-G8, H10. 250 carte. Carattere greco, romano e corsivo. Testo in greco, in latino intitolazione alla carta AA1r e l’epistola dedicatoria di Aldo, alle carte AA1v-AA2r. Marca tipografica, incisa su legno, di Aldo Manuzio al recto della carta A1: àncora con delfino (Fletcher 3, A2). Spazi bianchi per iniziali, con letterine guide. III. Segnatura: a-x8, y4. 172 carte. Carattere greco e romano. Testo in greco; in latino la sola intitolazione alla carta a1r. Marca tipografica, incisa su legno, di Aldo Manuzio al recto della carta a1 e al verso della carta y4: àncora con delfino (Fletcher 3; A2). Spazi bianchi per iniziali, con letterine guide. Splendida legatura uniforme veneziana ‘alla greca’ in marocchino marrone su assicelle di legno, decorata a secco. I piatti del primo volume sono inquadrati da due cornici concentriche sottolineate da fasce di filetti, quella esterna decorata ai quattro angoli da coppia di foglie di edera (Marciana e3), lungo i lati da piccolo ferro a conchiglia (Marciana b21); quella interna impressa con diversi ferri fitomorfi. Lo spazio rettangolare centrale è suddiviso in due quadrati, delimitati dall’alternanza di ferri a foglia d’edera e a conchiglia (Marciana e3, b21), al centro di entrambi è impresso ferro romboidale (simile a Marciana q3, ma più elaborato). Analoga la decorazione a secco del secondo volume, che si differenzia dal primo unicamente per l’assenza del piccolo ferro a conchiglia e per la diversa composizione dello specchio rettangolare, diviso in tre quadrati, di cui il superiore e l’inferiore con decorazione identica a quella presente nel primo volume, mentre il quadrato centrale, anch’esso con ferri a foglia d’edera ai lati (Marciana b21), è decorato da ferro di più piccole dimensioni, a giglio mamelucco (simile a Marciana q5). Dorsi a tre grossi nervi, scomparti decorati da intreccio di filetti; tracce del titolo breve, vergato in inchiostro nero in senso longitudinale. Tagli colorati in azzurro, con il titolo in antica scrittura al taglio di piede; scanalature ai labbri. Restauri al dorso, in corrispondenza delle cuffie, alle cerniere e agli angoli dei piatti. Entrambi i volumi in scatola in tela verde, tassello in marocchino marrone con titolo breve in oro. Esemplari in ottimo stato di conservazione, alcune piccole macchie; piccoli e antichi restauri, senza perdita di testo, alle carte 1/1 e A1 del primo volume, e alla carta a3 del secondo

I. II. Prima e rarissima edizione aldina di Omero, in due volumi in splendida legatura coeva ‘alla greca’. Si tratta della prima edizione omerica del XVI secolo, la seconda edizione in assoluto a apparire nella storia della tipografia, dopo la princeps del 1488. Le opere sono presentate per la prima volta in agevoli volumi in octavo, secondo quella divisione affermatasi nella tradizione manoscritta e poi diffusa dal volume fiorentino. «The first Aldine text (1504) set the standard for what was included in “the complete Homer”: Iliad, Odyssey, Batrachomyomachia, Hymns, and “Lives” attributed to Herodotus, Dione and Plutarch» (P. H. Young, The Printed Homer, pp. 98-99).

Entrambi i volumi del poetarum Princeps sono dedicati da Aldo a Girolamo Aleandro (1480-1542), nato a Motta nei pressi di Treviso, e al tempo giovane studente a Padova di Scipione Fortiguerri il Carteromacho (1466-1515), e di Marco Musuro (1470-1517). Membro della Neakademia aldina, tra il 1507 e il 1508 l’Aleandro collaborò all’edizione degli Adagia di Erasmo da Rotterdam e degli Opuscula moralia di Plutarco, prima di trasferirsi su invito di Luigi XII a Parigi.

Per la lezione del testo Manuzio si richiama all’Omero del 1488, del quale possedeva un esemplare, oggi conservato presso la Bibliothèque nationale di Parigi (Rés.Yb.1-2), e dal quale cita – nella lettera dedicatoria premessa all’Odyssea – un brano tratto dalla praefatio apposta nel dicembre 1488 da Demetrios Chalkondyles (1423-1511), riguardo al cattivo stato dei manoscritti che hanno tramandato la Batrachomiomachia e gli Hymni. Già Renouard aveva messo in evidenza la stretta dipendenza del testo dalla princeps fiorentina, della quale l’aldina anche riproduce alcuni errori tipografici. «Cette édition […] a été copiée sur la première (de Florence, 1488, in-fol.) dont elle reproduit une partie des fautes typographiques. Il est difficile de reconnoître si, pour cette édition, Alde s’est aidé de quelques manuscrits; s’il l’avoit fait, il l’auroit dit» (Renouard Alde, pp. 46-47).

Come il Calcondila, anche Aldo propone le Vitae di Omero - tratte dallo pseudo-Erodoto e dallo pseudo-Plutarco, e infine dalla De Troia non capta di Dione Crisostomo di Prusa- in carte che nelle copie note possono trovarsi legate indifferentemente nel primo tomo – come nel nostro caso - o nel secondo. Le opere di Omero furono riproposte, dopo la morte di Manuzio, dai Torresano nel 1517 e nel 1524, a testimonianza della loro grande fortuna nel Cinquecento, secolo che vide la stampa di ben 246 edizioni del poeta, inserito a pieno titolo nel curriculum degli studi classici. Fortuna alla quale furono proprio i volumi aldini del 1504 a dare l’avvio. Acquistati, annotati, ricercati e desiderati da tanti umanisti europei, nel 1516 entrarono a far parte di quella biblioteca ideale immaginata da Thomas More nella isola di Utopia, insieme alle edizioni in piccolo formato – minusculis Aldi formulis - di Euripide e Sofocle.

III. La particolarità dei due volumi qui presentati è nell’includere una copia di un’edizione aldina altrettanto rara, la princeps di tre poemetti epici della tarda classicità: i Paraleipomena Homeri o Posthomerica di Quintus Smyrnaeus, che narrano in quattordici canti in esametri le vicende intercorse tra la presa di Troia e l’inizio del viaggio di Ulisse verso Itaca; il De raptu Helenea dell’egiziano Colluthus di Lycopolis (IV-V sec.); infine i 691 versi del De Troiae excidio di Tryphiodorus (III-IV sec.), poeta anch’egli originario dell’Egitto. «These are obscure authors who remained the province of specialists and had no claim to more extensive circulation in Aldus’ day» (N.G. Wilson, From Byzanthium to Italy, p. 143), una scelta che riflette la volontà di Aldo di offrire ai propri lettori una sorta di complemento all’Omero del 1504. Dei poeti proposti nel 1505, solo il nome di Quinto Smirneo – noto erroneamente anche come Quinto Calabro – era già familiare in ambiente umanistico, grazie al reperimento da parte del Bessarione di un codice dei Posthomerica nel monastero greco di san Nicola a Casoli, in terra d’Otranto. Manuzio non poté però servirsi di tale manoscritto, al tempo ancora custodito in casse, insieme agli altri volumi bessarionei, nel Palazzo Ducale, e recentemente si è ipotizzato che possa essersi basato su una copia ultimata nel 1496 da Konstantinos Laskaris (1434-1501), in attuale possesso della Biblioteca Nazionale di Madrid (Matr. gr. 4686).

Nel 1505 dai torchi di Manuzio uscì solo un altro libro greco, l’Aesopus, prima dell’interruzione – durata fino al 1508, e dovuta a probabili difficoltà economiche – della stampa in tali caratteri.

I.II. Adams H, 741; STC Italian, 330; Renouard Alde, 46,6; Ahmanson-Murphy, 86/1-2; Laurenziana, 88*-88**; Marciana, 98-99; Lowry, The World of Manutius , pp. 149-150; Dionisotti-Orlandi, LIV-LV; Finazzi, 28; Hoffmann, II, p. 315; P.H. Young, The Printed Homer, n. 17; N.G. Wilson, From Byzanthium to Italy, Baltimore 1993, p. 141; P. Ford, Homer in the French Renaissance, «Renaissance Quarterly» 59 (2006), p. 24; Id., De Troie à Ithaque, Genève 2007, pp. 17-20. II. Adams Q, 77; STC Italian, 547; Renouard Alde, 261, 14; Ahmanson-Murphy, 97; Laurenziana 97; Marciana, 114; Lowry, The World of Manutius , p. 150; Finazzi, 30; Hoffmann III, p. 337; M. Baumbach-S. Bär, Introduction to Quintus Smyrnaeus Posthomerica, in Quintus Smyrnaeus, ed. M. Baumbach-S. Bär, Berlin-New York 2007, pp. 16-17, 324.