In Domo Petri de Maximo

In Domo Petri de Maximo

Mostra di incunaboli romani 1465-1477

«Gente theotonica: roma expediere sodales. In domo Petri de Maximo». In questa forma Conradus Sweynheym e Arnoldus Pannartz vollero firmare il primo volume licenziato dai propri torchi romani, in quelle stanze al piano terreno, buie e chiuse da inferriate, tuttora esistenti alla Posta Vecchia. È quanto resta delle rovine del palazzo, detto "del Portico", distrutto durante il Sacco di Roma del 1527, già di proprietà della nobile famiglia Massimo. Ci piace pensare che proprio i Principi abbiano imposto all'architetto Baldassarre Peruzzi di conservare, sul retro di quello che diverrà nel 1536 il Palazzo Massimo alle Colonne, quegli ambienti che udirono i vagiti dell'arte tipografica romana.