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Hippokrates.

Ἅπαντα τὰ τοῦ Ἱπποκράτους. Omnia opera Hippocratis..

Hippokrates. Ἅπαντα τὰ τοῦ Ἱπποκράτους. Omnia opera Hippocratis.. Venezia, eredi di Aldo Manuzio e Andrea Torresano, maggio 1526..

In-folio (mm 297×203). Segnatura: *6, A-Z8, AA-EE8, FF10 (le carte *1, *3 e *4 impresse al solo recto, la carta FF10 al solo verso). Sei carte non numerate, 233 numerate, una carta non numerata. Carattere greco e romano. Testo in greco; in latino intitolazione e privilegio al frontespizio, breve di Clemente VII (c. *2), epistola dedicatoria (c. *3), registro e colophon al verso della carta FF9. In greco e latino l’Index, disposto su due colonne (c. *5). Al frontespizio grande marca, incisa su legno, della bottega aldina: in cornice rettangolare àncora con delfino, ai lati ‘AL//DVS.’ (Fletcher f6; A8). Altra marca al verso della carta FF10: in cornice rettangolare àncora con delfino, ai lati ‘ALDVS.//M.R.’ (A3d). Spazi bianchi per iniziali, con letterine guida. Legatura secentesca in vitello moucheté; dorso a cinque nervi sottolineati da ghirlanda floreale, scomparti riccamente decorati, al centro ferro con rametto fiorito, al secondo scomparto tassello in pelle nocciola con titolo breve in oro. Contropiatti e sguardie in carta decorata a pettine, labbri dei piatti decorati con motivo fiorito in oro. Tagli originali dorati e cesellati. Al taglio di piede titolo annotato in inchiostro scuro ‘Hipp. Opera Greco’. Esemplare in ottimo stato di conservazione ad ampi margini, leggera brunitura e piccola mancanza al margine inferiore bianco del frontespizio; lievi fioriture e sporadiche macchie di inchiostro al margine bianco di alcune carte. Anticamente rinforzate al margine interno le carte *1 e *6.

Rara editio princeps di Ippocrate, nel quadro di quel programma di diffusione della medicina classica avviato da Aldo con l’inserimento di alcuni trattati di Galeno nell’edizione aristotelica degli anni 1495-1498 e la stampa nel 1499 di Dioscoride. La linea editoriale fu proseguita dai Torresano: nel 1525 vide la luce Galeno a cui seguirono Ippocrate e Paolo Egineta nel 1526 e nel 1534 Aetius Amidenus

Fino all’aldina del 1526 la circolazione di Ippocrate era stata affidata a versioni latine, apparse a partire dal 1473 sia in forma autonoma, sia all’interno - come nel caso dei Prognostica, degli Aphorismi e del De Regimine - della silloge nota come Articella. Nel 1525 aveva, infine, visto la luce a Roma la raccolta curata da Fabio Marco Calvo (1478-1550).

La princeps greca rappresenta un notevole progresso, offrendo l’intera collezione nota come Corpus Hippocraticum, riunita probabilmente a Alessandria di Egitto intorno al III secolo e comprendente una sessantina di testi in dialetto ionico, secondo la tradizione custoditi nel tempio di Asclepio nell’isola di Cos. Di tale Corpus, tramandato in modo non uniforme nei manoscritti pervenuti, l’edizione aldina fissa in maniera definitiva la composizione interna, dando così origine alla vulgata hippocratica che sarà riproposta anche nei secoli successivi. Nel volume sono comprese 59 opere, i cui titoli sono impressi nella preliminare Πίναξ βιβλίων o Index librorum Hippocratis; vi sono incluse anche le ventisette lettere al tempo attribuitegli, delle quali quattordici tratte dagli Epistolographi aldini del 1499. Per l’edizione fu utilizzato prevalentemente un codice del XV secolo, il Par.gr. 2141 della Bibliothèque nationale di Parigi, nel quale sono visibili note autografe di Gianfrancesco Torresano (ca. 1482–dopo il 1557), il figlio di Andrea. Tale manoscritto fu integrato da altri codici, in particolare il Marcianus gr. 269 appartenuto al cardinale Bessarione.

I testi sono introdotti da una epistola di Gianfrancesco Torresano a Giovanni Giorgio Trissino (1478-1550), alla quale seguono un breve indirizzo al lettore e la Vita Hippocratis redatta nel II secolo da Soranus, l’unica biografia tramandata dalla Antichità. Particolare evidenza tipografica è data allo Ὅρκος Ἱπποκράτους (Iusiurandum Hippocratis), già di antica circolazione e per la prima volta impresso in greco, quale introduzione all’intero Corpus (c. *6v), e che aveva visto la luce in latino, nella versione di Pietro Paolo Vergerio (1370-1444), all’interno della Articella veneziana del 1483 (Goff A, 1143). «Except for the Bible, no document and no author from Antiquity commands the authority in the twenty-first century of Hippocrates of Cos and the Hippocratic Oats. They are regurarly cited in both learned journals and the popular press as the standard of ethical conduct to which all practising physicians should adhere […] Revised, set to music and made into a CD-Rom, updated or denounced, the Oath has made Hippocrates a familiar name even today, appealed to as the creator of the modern medical profession» (V. Nutton, Ancient Medicine, p. 53).

Adams H, 563; STC Italian, 327; Renouard Alde, 120,1; Ahmanson-Murphy, 237; Cataldi Palau, 100; Finazzi, 53; G. Maloney-R. Savoie, Cinq cents ans de bibliographie hippocratique 1473-1982, St.-Jean-Chrisostome (Quebec) 1982, 102; Wellcome I, 3173; Durling 2316; M. Bingham-Stillwell, The awakening Interest in Science during the First Century of Printing, n. 405; Hoffmann II, 271; Graecogermania, 119; V. Nutton, Greek Science in the Sixteenth-century Renaissance, in Renaissance and Revolution, ed. J.V. Field-F.A.A.J. James, Cambridge 1993, pp. 20-21; N.G. Siraisi, Life, Sciences and Medicine in the Renaissance World, in Rome Reborn. The Vatican Library and Renaissance Culture, ed. A. Grafton, Washington-New Haven 1993, pp. 181-183; P. Potter, The editiones principes of Galen and Hippocrates and their Relationship, in Text and Tradition. Studies in Ancient Medicine and its Transmission, ed. K.-D. Fischer-D. Nickel-P. Potter, Leiden 1998, pp. 243-261; J. Jouanna, Sur les éditions d’Hippocrate au XVIe siècle, in Homère chez Calvin, Genève 2000, pp. 361-362; V. Nutton, Ancient Medicine, New York 2004, pp. 53-71.