Torna alla lista

Claudius Ptolemaeus.

La Geografia di Claudio Ptolomeo alessandrino, con alcuni comenti & aggiunte fattevi da Sebastiano munstero Alamanno.

Claudius Ptolemaeus. La Geografia di Claudio Ptolomeo alessandrino, con alcuni comenti & aggiunte fattevi da Sebastiano munstero Alamanno. Venezia, Giovan Battista Pederzano, 1548..

In-8° (mm 166x109). 8 carte non numerate, 214 numerate, due non numerate (di cui la seconda bianca); 60 carte geografiche su doppia pagina, 64 carte non numerate. Frontespizio entro bordura silografica, alla carta 2r un ritratto inciso in legno di Tolomeo che tiene un astrolabio nella mano guardando le stelle; diagrammi silografici e iniziali silografiche. Illustrato da 60 mappe incise in rame a doppia pagina da Giacomo Gastaldi, di cui 26 raffiguranti il ‘vecchio mondo’ e 34 il ‘nuovo mondo’, tra le quali arrichite da raffigurazioni di mostri marini ed imbarcazioni (Shirley 87 e 88). Grande legno con la marca del Pederzano alla carta DD7r e al verso dell’ultima carta: ‘Testa di S. Giovanni Battista su un vassoio tenuto da due putti alati. In basso le iniziali I.B.P’ e il motto ‘ite potius ad vedentes et emite vobis’. Legatura in cartonato posteriore con titolo manoscritto al dorso. Esemplare in ottimo stato di conservazione, alcuni fascicoli rinforzati lungo il margine interno.!

Prima edizione italiana di Tolomeo e primo esempio di atlante tascabile mai stampato. «The translator, who did not work directly from the Greek, as implied in the text, but used the contemporary Latin version of Wilibald Pirkheimer, as corrected and emended by Sebastian Münster, was Pietro Mattioli of Siena (1501-77)» (C. Fahy, The Venetian Ptolemy of 1548, p. 90). Il Mattioli divenne in seguito famoso per la sua importante traduzione della celebre opera De materia medica.

Le mappe della presente edizione furono incise da Giacomo Gastaldi che, come Mattioli, era pressoché sconosciuto all’epoca in cui lavorò al Tolomeo del 1548, ma che, come lui, era alle soglie di una luminosa carriera, che spese interamente al servizio della Repubblica di Venezia, e che lo portò ad essere considerato uno dei maggiori cartografi del Rinascimento.

Egli si basò sui 26 legni delle mappe tolemaiche del Münster, mentre le 34 mappe moderne, che si trovano mescolate a quelle antiche, sono ricavate dai suoi disegni originali e sono latrici di importanti innovazioni. Cinque mappe sono dedicate esclusivamente alle Americhe e sono considerate le prime mappe regionali di questo continente (includono anche una mappa separata del Sud America). La Carta marina universale, può inoltre essere considerata la prima mappa moderna del mondo. «Whatever the shortcomings of individual maps, too, the fact is that, when published, the little Ptolemy of 1548 was the most comprehensive and up- to-date world atlas available» (Fahy, ibid., p. 92). Anche la scelta del rame per l’impressione delle mappe, che dopo la princeps tolemaica bolognese e la Geografia del Berlinghieri era stata abbandonata per le sicuramente meno costose silografie, è un’innovazione che si trova per la prima volta nel XVI secolo in questo volume, e che non sarà pressoché più abbandonata negli atlanti successivi

Sabin 66502; Alden 548-31; Mortimer 404; C. Fahy, The Venetian Ptolemy of 1548, in The Italian Book 1465-1800, The British Library, 1993, pp. 89-115.