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Homeros.

I. Ὁμήρου Ἰλιάς. Homeri Ilias. II. Ὁμήρου Ὀδύσσεια. Βατραχομυομαχία. Ὕμνοι λβ´. Homeri Odyssea. Batrachomyomachia. Hymni ΧΧΧΙΙ. Eorundem lectio. (segue:) Ὀμήρου.

Homeros. I. Ὁμήρου Ἰλιάς. Homeri Ilias. II. Ὁμήρου Ὀδύσσεια. Βατραχομυομαχία. Ὕμνοι λβ´. Homeri Odyssea. Batrachomyomachia. Hymni ΧΧΧΙΙ. Eorundem lectio. (segue:) Ὀμήρου. Venezia, Giovanni Farri & fratelli, 1542..

Due volumi in-8° (mm 154×102). I. Segnatura: A-Z8, AA-MM8, NN4 (impressa al solo recto la carta A1, al solo verso le carte A2 e NN4) 284 carte non numerate. Carattere greco, romano e corsivo. Testo in greco; in latino intitolazione e note tipografiche al frontespizio. II. Due parti in un volume, ognuna con frontespizio proprio. Segnatura: AA-ZZ8, AAA-III8, KKK4; a-g8 (impressa al solo recto la carta KKK3, al solo verso la carta KKK4). 260 carte non numerate; 56 carte non numerate (Homeri vita). Carattere greco, romano e corsivo. Testo in greco; in latino intitolazione e note tipografiche ai frontespizi, intitolazione della originaria epistola dedicatoria del Calcondila al verso della carta KKK2, colophon al recto della carta KKK3. Nel secondo volume la Homeri vita è legata a seguire il testo dell’Odissea. Ai tre frontespizi, al verso dell’ultima carta del primo volume e al verso della carta KKK4 del secondo marca tipografica, incisa su legno, dei fratelli Farri: in cornice rettangolare uomo trifronte con corona, ai lati le iniziali ‘I.//F.’; all’esterno della cornice i motti ‘Concordiae paruae res crescunt’ e ‘Τῆ ὀμονοία τὰ μικρὰ αὐξάνονται’ (V261; Z1183; Staikos, Printers’ & Publishers’ Marks, 104). Spazi bianchi per iniziali, con letterine guida. Legatura uniforme in marocchino rosso a grana lunga firmata dal relieur du Roi René Simier (1772-1843); piatti inquadrati da cornice a ferri floreali dorati, dorso a cinque nervi, al secondo scomparto titoli brevi, i restanti decorati con ferro a motivo floreale, il tutto impresso in oro. Labbri dei piatti decorati con tratteggi diagonali, dentelles interne e tagli dorati. Contropiatti e sguardie in carta marmorizzata. Guardie in pergamena, segnalibri in seta azzurra. Scatola in mezzo marocchino rosso con angoli, titolo breve in oro. Esemplari in ottimo stato di conservazione, qualche lieve gora, alcuni forellini di tarlo.

Straordinario esemplare delle opere di Omero, nell’edizione veneziana del 1542, appartenuto al naturalista e scienziato bolognese Ulisse Aldrovandi (1522-1605), possessore di una delle raccolte librarie al tempo più ricche e parzialmente confluita - insieme al suo celebre cabinetto di curiosità - nel 1742 nella Biblioteca Universitaria di Bologna.

Al frontespizio dell’Odissea è presente la nota di possesso autografa dell’Aldrovandi, che non a caso sceglie di apporla al secondo volume del corpus omerico, dedicato al viaggio di Ulisse. Come non è un caso che lo scienziato abbia deciso di far legare in calce a tale volume la Vita Homeri – solitamente incipitaria – onde poter vergare il proprio nome accanto a quello del suo celeberrimo omonimo. Oltre al caratteristico ‘Ulissis Aldrovandi et amicorum’, particolarità del nostro esemplare è il presentare anche l’indicazione della collocazione del volume nella raccolta originaria, ‘f. [= fenestra] 143 n. 653’. I libri erano infatti disposti in base al loro formato, in scaffali, detti ‘fenestre’ e – come illustra lo stesso Aldrovandi - «distinte in numeri che denotano le fenestre come saria comonciando della prima fenestra, seconda e terza finendo infin alla seicento, comprendendo ciascuna finestra dieci, dodeci, quindeci, o più secondo la grandeza delle fenestre […] sauendo consideratione di distinguere le scaffe in fenestre grande mediocre e picchole secondo la qualità e figura di libri come per essempio in foglio reale, in foglio mediocre, in quarto, in ottauo e in sestodecimo con il numero depinto sopra la finestra, il quale numero fa di bisogno ancor esser scritto nel libro con il nome dell’autore di fora nel frontespicio del libro, accio si possa riporre et pigliar secondo l’occasione» (cit. in I. Ventura Folli, La natura “scritta”, pp. 505-506). Pur privilegiando la collocazione per formato, Aldrovandi aveva elaborato anche un sistema di classificazione libraria per materie, l’Ordine de libri come si deuano collocar nelle librarie secondo l’ordine delle scienze, conservato manoscritto presso l’Universitaria di Bologna (ms. Aldrovandi 97). Tra le ventotto classi disciplinari figura anche la Poetica, e per esemplificarne il contenuto il naturalista bolognese cita quattro opere, «Poetica Aristotelis. Scaliger in Poetica. Homeri opera. Vergilius» (ivi, p. 502). Oltre che dalla segnatura, i volumi provenienti dalla sua biblioteca sono in genere caratterizzati – come nel caso dell’Omero – da sottolineature, segni obliqui e verticali a margine del testo, particolari trattini a forma di L all’inizio dei diversi capitoli, indici, correzioni e postille. Le tracce di lettura presenti nel nostro esemplare possono essere messe in rapporto con alcuni estratti conservati a Bologna e che riguardano in particolare l’Odissea, la Vita di Ulisse estratta brevemente de la Odissea d’Homero e gli Argomenti de l’Odyssea d’Homero (ms. Aldrovandi 54, cc. 267-268 e cc. 290-291), una testimonianza non solo della «identificazione onomastica con l’Ulisse omerico», ma anche «ideale col grande viaggiatore e col curioso» (A. Lugli, Il laboratorio di Ulisse Aldrovandi, p. 172).

Il valore e l’interesse di questi due volumi risiede anche nel fatto che – come riportano numerose fonti – l’intera famiglia Aldrovandi coltivò una autentica passione per l’epica omerica e i suoi personaggi, tanto che il padre Teseo scelse per due suoi figli i nomi Achille e Ulisse.

STC Italian, 330; Finazzi, 73; Hoffmann II, p. 316; P.H. Young, The Printed Homer, p. 182; P. Ford, De Troie à Ithaque, Genève 2007, pp. 94, 346; A. Lugli Il laboratorio di U. Aldrovandi, in Palazzo Poggi da dimora aristocratica a sede dell’Università di Bologna, Bologna 1988, p. 172; L. Bolzoni, Parole e immagini per il ritratto di un nuovo Ulisse, in Documentary Culture. Florence and Rome, ed. E. Cropper et al., Bologna 1992, pp. 1992, pp. 317-348; I. Ventura Folli, La natura “scritta”. La ‘libraria’ di U. Aldrovandi, in Bibliothecae selectae, ed. E. Canone, Firenze 1993, pp. 496-506; P. Findlen, Possessing Nature. Museums, Collecting and scientific Culture in the early modern Italy, Berkeley-Los Angeles 1996, pp. 304-305; S. de Ricci, English Collectors of Books & Manuscripts, London 1960, pp. 102-105.