Torna alla lista

Aretino Leonardo Bruno.

De bello Italico adversus Gothos.

Aretino Leonardo Bruno. De bello Italico adversus Gothos. Foligno, Johann Neumeister ed Emiliano degli Orfini, 1470.

In-4°(mm 250x188). Segnatura: [a12, b-f10, g12]. 72 di 74 carte non numerate, mancando la prima e l’ultima bianca. Testo su 29 linee. Al recto della prima carta iniziale ‘E’ su 6 linee miniata in oro e ornata da bianchi girari circondata da bordura a tre montanti ornata da bianchi girari su fondo blu, rosso e verde, delimitata da due filetti in oro. Al centro del lato inferiore serto d’alloro che incornicia un disegno abbozzato in inchiostro bruno; due piccoli soli al margine esterno. Grandi iniziali decorate con girari floreali in oro su fondo blu, rosso e verde. Quattro iniziali miniate in oro su fondo oro, blu, rosso e verde, decorate da estensioni floreali. Legatura ottocentesca in marochhino nero, piatti inquadrati da cornice impressa a secco, dorso a cinque nervi; tagli dorati. Alcuni marginalia e maniculae, al verso dell’ultima carta note manoscritte e un disegno raffigurante il profilo di un uomo. Esemplare in buono stato di conservazione, mancanza all’angolo del frontespizio con conseguente leggera perdita della cornice decorata, fori di tarlo ai margini di alcune carte, segni d’usura ai tagli della legatura.

Editio princeps della prima delle sole tre opere stampate a Foligno nel XV secolo e primo esempio di plagio letterario: anche se Bruni ha rivendicato la paternità di quest’opera, la prima a narrare le invasioni barbariche in Italia e le guerre che ne derivarono, il suo ruolo fu in realtà semplicemente limitato a quello di traduttore del trattato storico redatto dal bizantino Procopio di Cesarea.

Il tipografo Johann Neumeister, nativo di Magonza, fu quasi certamente apprendista di Fust e Schoeffer o di Gutenberg, e molto probabilmente uno dei calligrafi moguntini attestati a Foligno già nel 1463. L’opera vide la luce grazie al patrocinio che il prototipografo ottenne dall’orefice e zecchiere folignate Emiliano degli Orfini, infatti questo influente personaggio fece stampare in casa propria le tre edizioni di Foligno, tra le quali spicca l’ultima a vedere la luce, ovvero la celeberrima princeps della Divina Commedia.

Il presente esemplare viene inoltre menzionato nella nota del Gesamtkatalog der Wiegendrucke; IB. 25403. HC 1558; BMC VI, 599 (IB. 25403); GW 5600; IGI 2188; Oates 2234; Pellechet 1112; Proctor 5721; Goff B-1234.