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Eukleides.

Εὐκλείδου Στοιχείων βιβλ. ιέ ἐκ τῶν Θέωνος συνουσιῶν… Adiecta praefatiuncula in qua de disciplinis Mathematicis nonnihil.

Eukleides. Εὐκλείδου Στοιχείων βιβλ. ιέ ἐκ τῶν Θέωνος συνουσιῶν… Adiecta praefatiuncula in qua de disciplinis Mathematicis nonnihil. Basel, Johann Herwagen, settembre 1533..

Due parti in un volume in-folio (mm 307×203). Segnatura: a6, α-η6, θ4, ι-χ6, ψ4; A-K6 (impressa al solo recto la carta a1). 6 carte non numerate, 268 pagine, 115 pagine, una pagina non numerata, manca l’ultima carta bianca. Carattere greco, romano e corsivo. Testo in greco; in latino intitolazione al frontespizio, lettera dedicatoria (cc. a2r-a5v), registro e colophon alla c. K5r, nonché le note del curatore impresse al margine del testo. Al frontespizio e al verso della carta K5, marca tipografica, incisa su legno, di Johann Herwagen: su una colonna, erma con uomo trifronte che sostiene con la mano sinistra un caduceo (Heitz-Bernoulli 127). La carta α1r è inquadrata in cornice riccamente ornata, formata da otto legni diversi. Iniziali silografiche ornate e animate, a fondo nero e tratte da diversi alfabeti greci e latini di Hans Holbein d.J.; su otto linee quella impressa alla c. a2r con la raffigurazione di Ercole che uccide l’Idra. Numerose testatine silografiche, con motivi che rimandano sia a Holbein sia a Urs Graf; per alcune di esse sono utilizzati gli stessi legni della cornice della c. α1r. Il testo è infine corredato di figure geometriche e diagrammi. Legatura settecentesca in pergamena su piatti in cartone; dorso a cinque nervi, al secondo scomparto tassello in marocchino rosso con fregi e titolo breve in oro. Tagli spruzzati in rosso. Esemplare in ottimo stato di conservazione, ad ampi margini. Piccolo restauro a porzione al margine inferiore bianco del frontespizio, a risarcire l’eliminazione di una nota di possesso, lievi macchie di inchiostro antico al margine inferiore bianco di alcune carte

Editio princeps del testo degli Στοιχείων βιβλία ιέ di Euclide, curata dal celebre ellenista basileense Simon Grynaeus (1493-1541), che vi appone una praefatiuncula indirizzata al vescovo Cuthbert Tunstall (1474-1559), autore del primo trattato di aritmetica apparso in Inghilterra, e conosciuto nel 1531 durante il suo soggiorno inglese. Il curatore vi evidenzia l’importanza della scienza matematica quale chiave per la comprensione del teatro del mondo, del quale può illuminare – attraverso la chiarezza delle sue dimostrazioni – gli aspetti più oscuri. Per l’edizione del testo Grynaeus fece uso di diversi codici. Il primo, risalente al XIV secolo e in attuale possesso della Biblioteca Marciana (Marc.gr. 301), fu fornito da Lazare de Baïf (1496-1547), fine conoscitore della lingua greca, traduttore di Sofocle e al tempo legato francese a Venezia. Il secondo, datato al XV secolo e conservato oggi nella Bibliothèque nationale de France (Par.gr. 2343), fu trasmesso dal medico e botanico parigino Jean Ruelle (1474-1537). Un contributo determinante fu infine offerto da John Claymond (1468-1537), al tempo rettore del Magdalen College di Oxford e successivamente del Corpus Christi, che permise a Grynaues di riportare a Basilea importanti manoscritti matematici greci, tra i quali il commento di Proclo al primo libro di Euclide, incluso nell’edizione del 1533. La biblioteca del Corpus Christi College conserva ancora oggi tale codice (ms. 97), restituito a Claymond a conclusione delle operazioni di stampa, nonché una copia dell’editio princeps, con dedica autografa di Grynaeus all’umanista inglese. Come evidenziano alcune note stampate a margine del testo - ad esempio alla c. λ6r «Addit hic quaedam Zampertus quae non videntur Euclidis» - per la princeps basileense fu inoltre tenuta presente la versione latina curata da Bartolomeo Zamberti (Venezia, Giovanni Tacuino, 1505), la prima condotta sul testo greco tramandato da Teone di Alessandria e non su quello arabo, come accaduto invece per l’Euclide del 1482 edito da Giovanni Campano (Goff E, 113).

Quella che è nota come la editio Hervagiana ha rappresentato il riferimento delle numerose edizioni successive di Euclide, compresi gli Opera dati alle stampe da Johann Oporinus nel 1555. «It is printed in a small much-contracted greek type, 47 or 48 lines to the page, of the sort that almost makes one weep when one remembers what greek type may be - as in the work of Lorenzo di Alopa in Italy, or Arnaldo de Brocar in Spain» (C. Thomas-Sanford, Early Editions of Euclid’s Elements, p. 7). Il volume è infine corredato di un ricco apparato illustrativo, e per la prima volta nella storia della tipografia i diagrammi e le figure geometriche sono inseriti nel corpo stesso del testo, e non a margine come nelle precedenti stampe euclidee.

Adams E, 890; VD16 E, 4142; STC German, 288; Stanford, Early Editions of Euclid’s Elements, n. 7; Steck, Bibliographia Euclideana III, 29; Hoffmann II, pp. 38-39; Graecogermania, 129; Griechischer Geist aus Basler Pressen, 283; Euclidis Elementa, V, ed. J.L. Heiberg, Leipzig 1888, pp. CIV-CVII; M. Bingham-Stillwell, The awakening Interest in Science during the first Century of Printing, n. 163; J. Woolfson, J. Claymond, Pliny the Elder, and the Early History of Corpus Christi College, Oxford, «English Historical Review» 112 (1997), pp. 893-894; Hollstein’s German, XI, p. 296.