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Didymos Chalcenteros.

Σχόλια παλαιὰ τῶν πάνυ δοκίμων εἰς τὴν Ὁμήρου Ἰλιάδα..

Didymos Chalcenteros. Σχόλια παλαιὰ τῶν πάνυ δοκίμων εἰς τὴν Ὁμήρου Ἰλιάδα.. Roma, Tipografia del Collegio Mediceo per Angelo Colocci, 1517..

In-folio piccolo (mm 266×198). STAMPATO SU PERGAMENA. Segnatura: α-ζ8, η10, θ-υ8, φ10. 172 carte non numerate. Carattere greco e romano. Testo in greco; in latino l’indirizzo al lettore al recto della carta α1, e il privilegio di Leone X alla carta φ10r. Colophon in greco alla c. φ10r. Spazi bianchi per iniziali, con letterina guida. Legatura ottocentesca in velluto rosso scuro, su piatti in cartone; scatola in tela grigia, tassello in marocchino rosso con titolo breve in caratteri dorati. Esemplare in ottimo stato di conservazione. Alla c. α1r abraso un timbro circolare; restauri di lieve entità al margine interno inferiore di alcune carte; sporadici piccoli fori al margine bianco.

Straordinaria copia impressa su pergamena - l’unica fino a questo momento attestata - della editio princeps degli Scholia Didymi all’Iliade (Scholia D), i commentari omerici più antichi a noi pervenuti. Si tratta del primo libro curato da Ianos Laskaris (1445-1534) per la tipografia del Collegio Mediceo, voluta da Angelo Colocci, segretario di Leone X, al fine di trasformare Roma nel nuovo polo di attrazione della nazione greca in Italia. Il grande filologo costantinopolitano fu responsabile del programma editoriale del Gymnasium Mediceum ad Caballinum montem, e risultato delle sue scelte furono - oltre agli Scholia del 1517 - i Commentaria a Sofocle e gli Ὁμηρικὰ ζητήματα di Porfirio, dati alle stampe nel 1518.

Gli Σχόλια all’Iliade sono attribuiti al filologo alessandrino Didymos Chalcenteros, ‘uomo dagli intestini di bronzo’, noto anche con il singolare appellativo di Βιβλιολὰθας, ‘colui che dimentica i libri che ha composto’. Il testo - introdotto da due epigrammi di Laskaris – si basa principalmente su un codice vaticano dell’XI secolo (Vat.gr. 33), collazionato con altri manoscritti omerici conservati nella biblioteca papale. Preziosa testimonianza in tal senso è offerta dal più antico registrο di prestito della Vaticana, in data 9 giugno 1516 «Expositionem Homeri in Iliada in corio albo et membranis. Idem Ianus Lascaris. Restituit» (cfr. M. Bertòla, I due primi Registri di prestito della Biblioteca Vaticana, pp. 111-112). Numerose integrazioni furono, inoltre, apportate sulla base di altri scoliasti e dell’ampio commentario di Eustathios di Tessalonica, al tempo ancora inedito.

In calce al volume è impresso il privilegio decennale concesso da Leone X il 7 settembre 1517, e nel quale si evidenzia la diretta partecipazione degli allievi del Collegio Mediceo alle operazioni di stampa degli Scholia Didymi. Quanto ai caratteri, si fece uso di quelli già utilizzati da Lorenzo de Alopa e con ogni probabilità portati a Roma dallo stesso Laskaris, che del tipografo era stato stretto collaboratore tra il 1494 e il 1496. Circostanza che in passato ha indotto a attribuire la produzione di alcune edizioni prive di sottoscrizione e curate dal Laskaris – ad esempio la princeps della Tabula Cebetis– non all’Alopa ma al Gymnasium Mediceum, proprio sulla base di un confronto con i caratteri del volume romano del 1517.

La lezione lascariana degli Scholia Didymi, ancora oggi riferimento fondamentale per la filologia, fu più volte riproposta tra il XVI e il XIX secolo, e particolarmente significativa fu la sua diffusione presso le università inglesi. E inglese è stata la circolazione del nostro esemplare nel XIX secolo, registrato tra i Books printed upon vellum offerti in vendita nel 1830 dalla libreria Payne & Foss (Catalogue of Manuscripts, of Books printed upon vellum, of Editiones principes et Aldinae, and of Books on Foreign Languages, London 1830, lotto 28). Il lotto offerto dai librai londinesi era di eccezionale rarità, presentando non solo la princeps stampata su pergamena degli Scholia Didymi, ma anche il secondo volume dell’Omero fiorentino del 1488, stampato anch’esso upon vellum e già appartenuto a Antonio Magliabechi e al conte Angelo Maria d’Elci:

HOMERI ODYSSEA, BATRACHOMYOMACHIA ET HYMNI GRAECE, FIRST EDITION…

Only Four Copies of the first Edition of Homer upon vellum are known…

HOMERI INTERPRES PERVETUSTUS. Graece.

Folio. Romae in Gymnasio olim Quirinalis jam Caballini in domo Angeli Colocci MDXVII…

This volume is in the finest preservation. These are the only specimens of the First Edition of Homer, and of his most ancient Commentator, upon vellum, which can ever, in all probability, occur for Sale in this Country, 250 ₤.

Altrettanto eccezionalmente la Libreria Philobiblon presenta oggi, all’interno di un unico catalogo, proprio questi due esemplari upon vellum, gli Scholia Didymi e i fascicoli della Vita Homeri provenienti dall’Omero sopra descritto, due volumi che - oggi come nel 1830 - «are the only specimens of the First Edition of Homer, and of his most ancient Commentator, upon vellum, which can ever, in all probability, occur for Sale…».

Adams D, 440; STC Italian, 332; F. Barberi-E. Cerulli, Le edizioni greche «in Gymnasio Mediceo ad Caballinum montem», p. 62; Hoffmann I p. 547; Legrand I, 56; Layton, Greek Book in Italy, pp. 323-329; Staikos, Charta, pp. 270, 282; Scholia Graeca in Homeri Iliadem (Scholia vetera), ed. H. Erbse, Berlin 1969, I, p. LXVII; V. de Marco, Sulla tradizione manoscritta degli Scholia minora all’Iliade, «Atti dell’Acc. Naz. dei Lincei. Memorie di Scienze Morali, Storiche e Filologiche», 4 (1931), pp. 387-407; M. Bertola, I due primi Registri di prestito della Biblioteca Vaticana. Codici Vaticani latini 3964, 3966, Città del Vaticano 1942, pp. 111-112; M. van der Valk, Researches on the Text and Scholia of the Iliad, I, Leiden 1963, pp. 202-204; F. Montanari, Antichi commenti a Omero, in Omero. Gli aedii, i poemi, gli interpreti, ed. F. Montanari, Firenze 1998, pp. 3-6; S., An Anonymous Rome 1522 Chrysoloras. A Newly Discovered Greek Press, «Papers of the Bibliographical Society of America» 97 (2003), pp. 5-42; L. Palla, «Folia antiquissima, quibus Ilias obtegebatur» in Nuove ricerche sui manoscritti dell’Ambrosiana, ed. C.M. Mazzucchi-C. Pasini, Milano 2004, p. 339; P.H. Young, The Printed Homer, p. 179; P. Ford, Homer in the French Renaissance, «Renaissance Quarterly» 59 (2006), p. 24; Id., De Troie à Ithaque, pp. 64-66, 326; Catalogue of Manuscripts, of Books printed upon vellum, of Editiones principes et Aldinae, and of Books on Foreign Languages, London 1830, n. 28, pp