Anni 90 - Gomez

Luis Gomez de Teran, o più semplicemente Gomez, nasce a Caracas nel 1980 e, dopo aver vissuto tre anni a Miami, si trasferisce a vivere a Roma con la madre e i nonni. Cresciuto in una famiglia cristiana praticante viene influenzato sin da bambino dalle opere che popolano le chiese storiche del centro di Roma, ed è qui che scopre la sua personale cifra della bellezza nell'ordine, l'armonia e l'equilibrio dell'arte classica.

È durante gli anni rocamboleschi dell'adolescenza, delle bravate e della ribellione sciocca, che abbandona il ruolo di spettatore per cercare quello di protagonista. Il sacro delle chiese lascia il posto al profano del cemento e dell'acciaio di periferia, i santi nelle cappelle vengono sostituiti da personaggi sconvolti dalla vita. Dalla bellezza della figura allo sporco delle lettere, dall'arte al vandalismo. Per molti anni, inconsapevolmente, la strada sarà la sua scuola d'arte.

E' solo dopo un lungo periodo lontano dal disegno e da Roma, dopo aver imparato ad ammaestrare il linguaggio della vita che trova, in età finalmente matura, il modo di bilanciare l'amore per l'arte classica con quello per la strada. Da autodidatta scopre il suo modo di esplorare la pittura figurativa, sfruttandone la leggibilità e rendendola più adatta a rendere comprensibili le storie che racconta a un pubblico più vasto possibile.

In breve tempo porta la sua interpretazione della humana conditio su muri di borghi, paesi e metropoli, raccontando storie di fragilità, ribellione e sconfitta.

In questo periodo lo spirito sostanzialmente individualista e il mai superato conflitto con l'ambiente borghese lo portano a rifiutare molte proposte di esposizioni all'interno di gallerie. Preferendo la strada come cornice, partecipa saltuariamente e senza entusiasmo a qualche concorso e mostra collettiva, in attesa di un progetto più interessante, che arriva attraverso la galleria Varsi in cui, dopo una burrascosa gestazione espone, nel giugno del 2016, la sua prima personale “Nox Omnibus Lucet”.

Attualmente è impegnato nella preparazione della seconda mostra personale che si terrà all'interno della chiesa di San Silvestro al Quirinale. Un ritorno ai luoghi in cui iniziò il suo percorso artistico per misurarsi con la grandezza del passato, attraverso la consapevolezza faticosamente raggiunta nel presente.