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Roberto Valturio.

De re militari. Giovanni da Verona, 1472.

Roberto Valturio. De re militari. Giovanni da Verona, 1472.

In-Folio (mm 310x215). Collazione: [16, 2-810, 914, 102; 11-1310, 1412, 158, 166; 17-1910, 2012, 21-2610, 2712]. 262 carte (comprendenti la quinta e la sesta carta, entrambe bianche, e la carta bianca 197 non in segnatura e soppressa nella maggior parte degli esemplari). Testo su 37 linee. Carattere 1:122R. Illustrato da 92 incisioni su legno, accompagnate da didascalie manoscritte di mano coeva in inchiostro rosso. Una delle illustrazioni tirata in bistro, invece che in nero come tutte le altre: questa particolarità non è registrata da alcuna bibliografia e potrebbe lasciar supporre che si tratti della prima silografia mai impressa in inchiostro bruno. Versi manoscritti di dedica a Sigismondo Pandolfo Malatesta redatti in capitali su 11 linee in inchiostro rosso e blu. Tutti i testi manoscritti riportati all'inizio di ciascuno dei 12 libri delDe re militarisono tratti dal codice manoscritto di quest'opera e la loro presenza è una caratteristica delle copie di dedica. Alrectodelle cc. 1 e 7 iniziali miniate su 8 linee, decorate da bianchi girari su fondo policromo; iniziali da 2 a 9 linee dipinte in rosso nel testo. All'inizio di ogni capitolo rubriche manoscritte in inchiostro rosso. Legatura francese del XVI secolo in vitello nocciola; piatti decorati da un medaglione centrale impresso in oro. Dorso a cinque doppi nervi con titolo in oro e scomparti ornati da ferri floreali dorati. Esemplare in ottimo stato di conservazione, alcune lievi macchie su alcuni margini.

Provenienza: alrectodella prima carta nota di possesso manoscritta in inchiostro marrone, lungo il margine inferiore della stessa carta: 'Est Hugonis...[?]' and 'Je l'ai acheté le 8 may 1642 quatre livre dix sol' ('Appartiene a Ugone [?]' e 'L'ho acquistato l'8 maggio 1642 quattro libbre dieci soldi'). Alcune postille di mano coeva lungo i margini.

Editio princepsdi quest'opera di capitale importanza non solo per la storia e per l'iconografia delle discipline tecniche, ma anche perché si tratta di un'edizione che detiene numerosi primati. IlDe re militariè infatti il primo libro a contenere illustrazioni di natura tecnica, il primo libro stampato a Verona, il secondo libro italiano a contenere delle illustrazioni, il primo libro in cui i legni sono realizzati da un artista italiano e il primo esempio di collaborazione tra un tipografo e un artista. Il presente esemplare contiene inoltre una illustrazione incisa al bistro, particolarità non censita in nessuna delle altre copie conosciute, che ne farebbe anche il primo volume a contenere un legno inciso con un colore differente dal nero. Roberto Valturio, originario di Rimini, divenne segretario e consigliere di Sigismondo Pandolfo Malatesta molto probabilmente tra il 1455 e il 1460, proprio durante quel periodo di transizione che vide il passaggio da strategie militari basate sulle tecniche di assedio a quelle condizionate dall'uso della polvere da sparo. IlDe re militarivenne composto su richiesta di Sigismondo Malatesta e, oltre ad essere un vero e proprio trattato di arte militare e di tecniche belliche, è anche un'opera encomiastica in cui il Malatesta viene dipinto non solo come un valente condottiero, ma come un eroe vero e proprio. A testimoniare la volontà di creare un mito stanno le numerose copie manoscritte dell'opera inviate in dono ai potenti dell'epoca quali Mattia Corvino, Francesco Sforza, il Sultano Mohammed II e probabilmente anche il re di Francia Luigi XI e Lorenzo de' Medici. Le splendide illustrazioni che corredano il testo del Valturio raffigurano gli equipaggiamenti e le macchine necessari all'ingegneria militare e navale, come le torri da assedio, gli arieti, le scale, i carri da guerra, le balestre, i cannoni, le galee armate, le chiatte e i ponti mobili. Le illustrazioni vennero impresse separatamente rispetto al testo, negli spazi e nelle pagine lasciati appositamente in bianco, e con un inchiostro più scuro e più pastoso. I disegni dai quali vennero tratti i legni sono comunemente attribuiti al medaglista e architetto Matteo de' Pasti (ca. 1420-1467/68), allievo di Leon Battista Alberti, che lavorò alla corte di Sigismondo Malatesta. I legni originali adoperati per la presente edizione non vennero mai più riutilizzati. «The historical importance ofDe Re Militarilies in the fact that it is the first book printed with illustrations of a technical or scientific character depicting the progressive engineering ideas of the author's own time. The woodcuts illustrate the equipment necessary for the military and naval engineer; they involve revolving gun turrets, platforms and ladders for sieges, paddle- wheels, a diver's suit, a lifebelt, something resembling a tank, pontoon and other bridges, a completely closed boat that could be half submerged, etc... The Verona Valturius and its reprints were the handbooks of the military leaders of the Renaissance, and Leonardo da Vinci, when acting as chief engineer to Cesare Borgia, possessed a copy and borrowed some of its designs» (PMM).

HC *15847; Goff V, 88; BMC VII, 948; IGI 10114; Klebs 1014.1; PMM 10; Stillwell,Awakening, 897; Sander 7481; Schaeffer 346;Il necessario e l'immaginario. Le macchine di Roberto Valturio nei documenti dell'archivio storico Amma, presentazione di S. Ricossa, contributi di G. Amoretti, P. L. Bassignana, F. Gambaruto, V. Marchis e A. Vitale-Brovarone, Torino, U. Allemandi, 1988.